Il mare addosso – L’isola che fu Atlantide e poi divenne Sardegna

Civiltà Antiche

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    Il mare addosso – L’isola che fu Atlantide e poi divenne Sardegna

    17.00

    Atlantide, isola del mito, invenzione di Platone o realtà? La storia del mondo e dell’umanità è quella che abbiamo studiato nei libri di scuola? Le narrazioni sul diluvio universale, comuni a tanti popoli, sono solo una strana coincidenza oppure vi è un fondo di verità? Per quali ragioni gli storici continuano a difendere teorie che stanno mostrando tutta la loro fragilità? Nuove scoperte, avvenute soprattutto negli ultimi anni, stanno portando alla luce una realtà assai diversa rispetto a quella che vorrebbe la nascita della civiltà in Medio Oriente. Grazie all’appassionato lavoro di un team di ricercatori, proprio in Sardegna, a partire dal 2013, sono state rinvenute le tracce di un evento finora solo ipotizzato: la caduta di meteoriti nel Mediterraneo. E proprio a questo evento catastrofico si dovrebbe imputare il violento megatsunami che avrebbe distrutto la civiltà intorno al 9700 a.C., data in cui Platone colloca la fine di Atlantide. Un’isola a occidente dell’Egitto. Un’isola che sembra essere proprio la Sardegna. Con dovizia di particolari, testimonianze archeologiche e scientifiche, gli autori delineano uno scenario che cambia per sempre il volto della storia.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 208 illustrato con foto a colori

    Stampato nel 2016 da Arkadia

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    Il mare degli antichi

    26.00

    La civiltà greca e romana è nata e fiorita attorno al mare, e non èpensabile senza i suoi traffici marittimi e senza le sue flotte daguerra. Sebbene ciò sia del tutto ovvio, la marineria antica è statalungamente considerata, da parte degli storici e studiosidell’Antichità, una cosa da tecnici, da lasciare a una ristrettacerchia di specialisti, e che di rado si è cercato di integrare in unapiù ampia visione del mondo e della cultura antica. Il rinnovatointeresse per l’argomento, stimolato anche dai successidell’archeologia subacquea, ha prodotto una fioritura di studi, e hamesso a disposizione del lettore italiano alcune opere straniere, anchepregevoli ma non del tutto soddisfacenti per il pubblico interessato auna visione globale della vita antica, un pubblico oggi sempre piùnumeroso. Questo libro vuole essere un tentativo in questa direzione, ecostituisce nello stesso tempo la prima opera italiana di ampio respirosu un tema di cosi grande importanza e interesse.

    Cartonato con sovracopertina 14,5 x 21,5 cm. pag. 512

    Stampato nel 1996 da Dedalo

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    Il Mediterraneo – Dalla preistoria alla nascita del mondo classico

    95.00

    “Ci sono luoghi”, ha scritto il poeta Iosif Brodskij, “che, esaminati su una mappa, ti fanno sentire per un breve istante un’affinità con la Provvidenza, luoghi in cui la storia è inevitabile, luoghi in cui la geografia provoca la storia”. Il bacino del Mediterraneo è costellato di simili luoghi e per millenni ha prodotto alcune delle più sorprendenti vicende storiche e culturali del pianeta. Questo libro è la più completa e aggiornata sintesi interpretativa dell’evoluzione del Mediterraneo, dai primi insediamenti umani e l’origine dell’agricoltura e della metallurgia fino al sorgere delle antiche civiltà: egizia, levantina, minoica, micenea, fenicia, etrusca, greca arcaica. Il Mediterraneo possiede requisiti non comuni che ne spiegano il precoce sviluppo: è il più grande mare interno del mondo ed è prossimo al nucleo fluviale nei pressi del quale si sono diffuse le prime civiltà. Non c’è quindi da meravigliarsi se le società che vi si affacciavano si siano rivelate eccezionali, e che, come importanti campagne archeologiche hanno evidenziato, il “Mare di mezzo” custodisca le fonti più ricche e preziose per lo studio delle culture antiche.

    Rilegato, 15 x 23 cm. pag. 672

    Stampato nel 2015 da Einaudi

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    Il mistero basco – Alle origini della civiltà occidentale

    19.50

    Chi sono i Baschi? La loro origine resta ancora oggi avvolta nel mistero. L’autore formula una risposta ardita e suggestiva: i Baschi costituirebbero gli ultimi discendenti dell’uomo di Cro-Magnon, un’antica varietà dell'”Homo sapiens sapiens”. La civiltà di Cro-Magnon avrebbe lasciato le pitture di Lascaux e Altamira e i monumenti megalitici, e soltanto nei Paesi Baschi si sarebbe mantenuta intatta.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 230 + 12 pagine fuori testo con 26 foto b/n

    Stampato nel 2007 da L’Età dell’Acquario

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    Il mistero dell’Occidente. Scritti su archeologia, preistoria e Indoeuropei 1934 – 1970

    18.00

    Julius Evola

    Julius Evola si è occupato per lungo tempo degli antichi popoli europei, delle loro origini e peculiarità: questo fu anzi uno di quei temi su cui continuò a documentarsi e aggiornarsi per tutta la vita. Gli articoli qui raccolti e ordinati cronologicamente iniziano con l’anno 1934, quello in cui fu pubblicata la prima edizione di “Rivolta”, e si chiudono con una recensione del 1970, a dimostrazione di questo. Questi 20 articoli offrono un quadro abbastanza completo delle idee evoliane sugli Indoeuropei, le loro origini e la loro “visione del mondo”. A cura di Alberto Lombardo. Postfazione di Giovanni Monastra.

    Brossura 13 x 21 cm., pagg. 243

    Stampato nel 2020 da Pagine

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    Il mito europeo – Le culture che ci hanno preceduto

    22.00

    Il mito europeo è il potente sussurro di una cultura stabile, poliedrica e versatile. L’essere umano si è mosso nel tempo, al di là del proprio luogo di nascita, molto più di quello che noi si possa immaginare guardandolo dall’alto in basso a cavallo dei motori a scoppio. In questo “quaderno degli appunti” si esprime un pensiero sull’irradiamento delle genti europee negli altri continenti, fin dagli albori della storia. Il popolo europeo deve ritrovare la consapevolezza della propria divinità spirituale, innanzitutto riconoscendo il percorso culturale attraverso il tempo terrestre. Il triplice triangolo, qui rappresentato, è il cosiddetto Cuore di Odino. Indica una direzione, o meglio il triplice intento nella medesima direzione. È un simbolo di stabilità, di potenza e di vittoria, nonché uno scudo a difesa delle energie negative. Potrebbe anche essere inteso come la tripartizione delle potenze divine ed umane e i continenti europeo, asiatico e africano, identificando la cosiddetta “età di mezzo”. Età che deve concludersi con la vittoria delle energie positive, passando attraverso la conoscenza di chi noi siamo stati.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 172 + 68 pagine fuori testo con circa 95 foto b/n

    Stampato nel 2012 da Ritter

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    Il mondo bizantino Vol. 1 – L’Impero romano d’Oriente (330-641)

    75.00

    Redatto da una gruppo di studiosi del Centre d’histoire et civilisation de Bysance (CNRS Collège de France) e curato da un’importante bizantinista italiana, questo primo volume, di una serie di tre, è dedicato al periodo fondativo dell’Impero: dall’inaugurazione della capitale di Costantino sul sito dell’antica Bisanzio nel 330 fino ai primi anni della conquista araba che definisce i limiti territoriali ridotti dell’Impero (termine del regno di Eraclio nel 641, arrivo degli eserciti arabi in Siria e Palestina e inizio del Medioevo bizantino). Negli ultimi trent’anni molte prospettive e numerosi dati storici sono stati messi in discussione dai progressi avvenuti in campo archeologico, epigrafico, numismatico e papirologico. Questi nuovi risultati sono qui affiancati alle testimonianze delle fonti tradizionali in modo da fornire una sintesi concisa, il piú possibile completa, della storia politica e militare, religiosa, culturale e sociale bizantina. Una serie di capitoli è poi dedicata alle principali regioni dell’Impero, dai Balcani all’Egitto. Evitando le semplificazioni legate alla «decadenza» e al dirigismo statale, vengono delineate con chiarezza le cause della prosperità dell’Oriente romano, ma anche quelle della regressione che si avvia nel 550.

    Rilegato, 16 x 22 cm. pag. 597 illustrato

    Stampato nel 2007 da Einaudi

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    Il nazismo e l’antichità

    34.00

    «Non abbiamo un passato», diceva Hitler, rammaricandosi che gli archeologi SS si ostinassero in ricerche nei boschi della Germania, per poi trovarvi soltanto delle brocche orrende. Il passato della razza, quello che doveva riempire d’orgoglio i tedeschi, era da rintracciare in Grecia e a Roma. Cosa c’è di meglio di Sparta per costruire una società e un uomo nuovo? Quale miglior esempio di Roma per costruire un Impero? E quale più efficace avvertimento delle guerre che opposero la razza nordica agli assalti della Persia e di Cartagine? L’Antichità greca e romana insegnava come perpetuarsi attraverso una memoria monumentale ed eroica, quella del mito. Il Reich succedette ad Atene e Roma in questa lotta millenaria, nella quale dovette fronteggiare gli stessi nemici e pericoli. Dai canoni dell’ideologia nazista, a partire dal Mein Kampf, agli edifici di Norimberga, passando attraverso i manuali scolastici, il cinema e le arti plastiche, l’Antichità greca e romana venne riletta e riscritta per fornire al lettore, alunno, studente, spettatore e suddito del nuovo Impero, un paradigma ideologico saldamente impiantato sulle due grandi civiltà del mondo classico. Johann Chapoutot esplora il cuore del progetto nazionalsocialista: annettersi non solo gli spazi fisici del mondo, ma impadronirsi, per forgiare l’uomo nuovo, anche del passato, assegnandogli una funzione di esaltazione, modello e profetico avvertimento.

    Rilegato, 14,5 x 22 cm. pag. con 12 tra foto e illustrazioni b/n

    Stampato nel 2017 da Einaudi

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    Il nome segreto di Roma – Metafisica della romanità

    15.50

    Casalino si basa nella sua interpretazione sulle simbologie alchemiche, astrologiche e mitiche per indicare i sensi profondi e universali della “Romanità” e il significato che assunse nella “Storia” la nascita di Roma, sino al punto di affermare che la vera Tradizione dell’Occidente nacque con essa. Questo volume riunisce due saggi dell’autore apparsi venti anni fa, “Aeternitas Romae. La via eroica al sacro dell’Occidente” e “Il nome segreto di Roma”. Uno studio nel segno di Julius Evola e del suo tentativo di ripresentare, reinterpretare e far rivivere gli aspetti spirituali e metafisici della Romanità e quello che Roma e l’Impero significarono e potevano ancora significare per gli italiani di un millennio dopo.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 206 con alcune illustrazioni b/n

    stampato nel 2003 da Edizioni Mediterranee

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    Il pane e il circo

    32.00

    “Panem et circenses”: l’espressione con cui Giovenale definisce sprezzantemente le preoccupazioni dei romani durante l’Impero è divenuta proverbiale. Ma come stavano le cose nel mondo antico? È proprio vero che allora, come oggi, i governanti davano un po’ di pane e di divertimenti in cambio della passività politica? In questo libro ormai classico Paul Veyne svela il funzionamento della politica e il carattere contraddittorio delle ideologie e delle credenze attraverso un’indagine sulla pratica del mecenatismo, vale a dire la munificenza verso la collettività che spingeva i notabili, i senatori, l’imperatore a costanti e cospicui doni ai cittadini: opere pubbliche ma anche elargizioni di denaro, sostentamento, svaghi. Non solo occasione di spettacoli osceni ed efferati, il circo è allora il palcoscenico in cui si consumano prestigio, interessi e soprattutto rapporti di potere.

    Rilegato, 14,5 x 21,5 cm. pag. 679

    Stampato nel 2013 da Il Mulino

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    Il ritorno degli Eraclidi e la tradizione dorico-spartana

    12.00

    Il mito del ritorno degli Eraclidi viene normalmente riferito all’episodio storico dell’invasione dorica del Peloponneso e alla fondazione di Sparta. In questo testo, dalla scrittura agile ma precisa, Nisticò descrive i costumi e l’indole della stirpe dorica. Popolo duro e fiero, essi vollero dare forma a una civiltà di tipo ‘eroico’ e aristocratico, memore della primordiale Età dell’Oro.

    Brossura, 14,3 x 21,5 cm. pag. 92

    Stampato nel 2020 da Ar

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    Il segreto delle rune

    16.00

    La cosmogonia nordica narra che Odino conosce i segreti delle rune, le lettere che, incise sul legno, sulla pietra, sulle lame delle spade, sulla lingua dei poeti, sugli zoccoli dei cavalli, sono l’origine stessa di ogni conoscenza e di ogni potere. Odino ottenne questa sapienza, diventando il primo maestro runico, immolando sé stesso in sacrificio a sé stesso. Infatti per apprendere l’arte delle rune e della divinazione rimase legato ad un albero per nove giorni e nove notti (identificandosi quindi nell’albero cosmico Yggdrasil). Nell'”Hávamál” non viene citato il nome dell’albero ma si presume che sia il frassino Yggdrasil. Essendo il più antico degli dèi e il creatore del mondo e di tutte le cose, personificazione della sorgente stessa del tutto (il “totalmente Altro”), Odino è il signore della sapienza, conoscitore delle essenze più antiche e profonde. Egli conosce per primo tutte le arti e in seguito gli uomini le hanno apprese da lui.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 128 con alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2017 da AGA Editore

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    Il soldato e l’atleta – Guerra e sport nella Grecia antica

    24.00

    Fra l’VIII e il V secolo a.C, sullo sfondo dei grandi eventi bellici, nella società greca va acquisendo sempre maggiore fortuna l’agone sportivo. I Giochi olimpici, che già hanno una rilevanza sociale e politica, oltre che sportiva, assumono un importante carattere religioso. I legami tra fatti d’arme e imprese sportive nascono presto nella mente dei Greci e si fanno strada nel corso dei secoli. Ancora oggi ci si interroga sulla natura profonda delle due esperienze nel mondo antico e si discute sulla possibilità di ricondurle a una matrice comune. Sulla scorta di fonti poetiche, storiografiche e iconografiche, il libro propone un confronto sistematico dei due universi, militare e agonistico, dal punto di vista sia politico e antropologico, sia concreto e materiale.

    Brossura, 13,5 x 21,5 cm. pag. 270 con 11 illustrazioni

    Stampato nel 2016 da Il mulino

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    Il solstizio. Archetipi ancestrali e riti perenni

    15.00

    Fons Perennis

    Questo libro – scritto dalla Comunità di Fons Perennis – si presenta come uno studio al contempo storico e meditativo, fornendo una prospettiva di questi retaggi antichissimi, dalle loro origini ai giorni nostri, pur senza pretesa di essere conclusivo. Dall’antica Roma ai miti nordici, dall’India vedica al Giappone shintoista, la parabola del sole calante e crescente, come del fuoco che ne è simbolo e custode, è esaminata alla luce del cammino interiore che accompagna il movimento astronomico e il succedersi delle stagioni, secondo una visione del mondo ciclica e sferica. Il tema centrale di questo volume è che l’esperienza del solstizio è anzitutto concreta e va vissuta fino in fondo, con la giusta preparazione e la giusta attitudine verso il sacro, con l’intento di conoscere sempre più noi stessi, il mondo che ci circonda e le leggi che lo regolano.

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    Il Sud prima di Roma – (Storia della Sicilia e della Magna Grecia)

    30.00

    Il testo, per quanto un poco datato, rapresenta una valida base per chi voglia occuparsi delle vicende della Sicilia e del Sud prima della conquista romana. Il primo tomo tratta degli abitanti dell’Italia meridionale e Sicilia prima dell’arrivo dei coloni greci, poi la fondazione delle colonie greche sino al principio del V secolo. Il secondo tra gli altri argomenti tratta dei Messapi e Iapigi, dell’origine degli Etruschi e dei Pelasgi, dei Sibariti, Metaponto, ecc.

    Brossura, 2 volumi in cofanetto, pag. 288 + 240

    Stampato nel 2008 da Capone

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    In principio fu Troia – L’Europa nel mondo antico

    24.00

    Lingue, calendari, sistemi politici: è incredibile quanto ancora oggi continuiamo a vivere all’ombra del mondo classico e quanto ancora adottiamo schemi di riferimento creati dalle antiche culture mediterranee. Lo stesso accadeva anche agli abitanti di quelle civiltà: i loro miti, la loro storia, i loro edifici erano il frutto di un raffinato confronto con un passato già antico e riverito, fatto di grandi personaggi, scrittori, migrazioni e guerre. Anzi, la nostra conoscenza così precisa dell’antichità è dovuta in gran parte proprio all’importanza ossessiva che tante generazioni di Greci e Romani attribuirono alla loro storia, interpretando e reinterpretando continuamente i propri miti e leggende. “I Greci non consideravano i propri miti ‘mitologici’, ossia alla stregua di storie fiabesche, ma come racconti di un passato remoto che si potevano ricollegare a luoghi e oggetti realmente esistiti”. Per loro e per i Romani, la guerra di Troia e gli eventi immediatamente successivi costituirono il limite più antico della consapevolezza del passato umano e divennero le fondamenta dell’identità europea. Questo libro è un racconto di lungo respiro che spazia dalla Scozia alla valle del Nilo, dalla costa atlantica del Portogallo alle montagne dell’Armenia, con due popolazioni protagoniste su tutte e un’era, dalla civiltà minoica al tardo impero romano, che da alcuni punti di vista è molto remota, ma da altri è sorprendentemente vicina.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 409 illustrato con alcuni disegni e 16 pagine fuori testo con foto a colori

    Stampato nel 2012 da Laterza

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    Indoeuropei origini e formazione. Vol. I – II

    50.00

    Aldo Gaiba

    Con il termine Proto-Indoeuropei si indica una popolazione preistorica caratterizzata dall’uso linguistico del proto-indoeuropeo, che, all’incirca 5000 anni fa, migrò dall’Eurasia centrale in Europa, Asia occidentale, Asia centrale e subcontinente indiano, mentre col solo Indoeuropei ci si riferisce a volte anche agli esiti demografici e linguistici di queste migrazioni. Tale dibattuta teoria, ipotizzata dapprima su base puramente linguistica (Georges Dumézil ed Émile Benveniste), è stata poi suffragata dalla comparazione dei vari elementi culturali e religiosi, convalidata da ricerche archeologiche (Marija Gimbutas) e definitivamente confermata da dati genetici.

    2 volumi in brossura, 16 x 23 cm. pag. 336 + 336 con illustrazioni a colori e b/n

    Stampato nel 2022 In Proprio

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    Indoeuropei. Alla ricerca della culla d’origine

    18.00

    Alain de Benoist

    La secolare questione degli Indoeuropei, i preistorici antenati delle antiche popolazioni europee, non cessa di essere discussa da linguisti, archeologi, storici e antropologi. Col solito piglio rigoroso e scientifico Alain de Benoist passa in rassegna i diversi dibatti sorti in seno alle disparate discipline che tentano di risolvere l’enigma degli Indeuropei, della loro patria di origine e della loro etnogenesi. In questo volume il filosofo francese traccia un documentato quadro storico-descrittivo per gli specialisti e gli appassionati di questo affascinante campo di studi.

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    Instrumenta. Mestieri e attrezzi dei romani

    34.00

    Giuseppe Cascarino

    Sebbene Catone considerasse l’agricoltura come l’attività più utile e nobile per un autentico Romano, fù evidente sin dai primi anni della storia dell’Urbe che le attività artigianali e commerciali, oltre alle tante professioni emergenti, erano comunque indispensabili per il funzionamento di una società dinamica e in continua espansione. L’esercizio di un mestiere, di un’arte o, di una professione, divenne così per la plebe ama anche per i liberti e persino per gli schiavi, l’unica prospettiva di sviluppo e di riscatto sociale e l’occasione per la nascita delle prime corporazioni professionali della storia. Gli attrezzi, in molti casi starordinariamente moderni, nell’aspetto e nelle funzioni, costituivano non solo gli strumenti concreti con cui veniva svolta l’attività, ma anche dei veri e propri simboli qualificanti della professione e del successo personale. Il testo, arrichito da oltre 500 disegni, immagini, tabelle e utili appendici, delinea un’ampio quadro delle attività materiali, artigianali e commerciali dei Romani, con un’analisi dettagliata degli attrezzi, degli strumenti e degli oggetti professionali.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 364 con oltre 500 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2023 da Il Cerchio

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    Introduzione a l’aurora dell’umanità

    15.00

    Chi vuol comprendere la Weltanschauung paleonordica e paleo-aria a partire dall’unita e identita “Dio-Mondo-Tempo-Creazione-Uomo”, in senso simbolico, “letterale” e verbale, deve egli stesso essere all’altezza di quell’esperienza del mondo e di quei tempi divini. L’anno di dio. A chi, come uomo, non ha avuto una esperienza vissuta di questa Weltanschauung e di questo Jahr Gottes; a chi non e riuscito a prendere le distanze dall’impressione dell’istante presente e dalla cosiddetta “scienza dei professori”, mancano quelle fondamenta spirituali per capire il significato delle testimonianze monumentali e delle correlazioni reciproche che ci riportano al loro passato.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 46 + 40 pagine fuori testo con foto b/n e illustrazioni

    Stampato nel 2013 da Effepi

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    Introduzione alla storia del mondo antico

    18.50

    Come si può rendere percepibile la specificità delle società del passato? È a partire da questo interrogativo (in cui è riassunto il paradosso che caratterizza lo studio della storia antica) che Pierre Cabanes tenta di descrivere la diversità e le peculiarità di un mondo di fronte al quale lo storico si trova spesso in difficoltà a causa della mancanza di fonti documentarie certe, ma soprattutto dell’inadeguatezza dei concetti storiografici tradizionali e della stessa metodologia storica. La sua ricognizione si fonda in primo luogo sull’identificazione delle fonti documentarie, ne descrive le tipologie, le problematiche che ciascuna di esse pone, e il lavoro interpretativo necessario per rendere intelligibili le realtà del passato. Una serie di quadri sintetici, scandita in successione cronologica, ricostruisce poi i grandi temi e le principali vicende della storia antica a partire dai regni del Vicino Oriente per arrivare alla fine dell’Impero romano.

    Brossura pag. 337

    Stampato nel 2008 da Donzelli

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    Invasori – Come gli umani e i loro cani hanno portato i Neanderthal all’estinzione

    19.00

    L’estinzione dei neandertaliani è uno dei grandi misteri della storia evolutiva. Un enigma che ha appassionato generazioni di scienziati sin dal 1856, quando furono rinvenuti i primi resti di questi ominini. Per centinaia di migliaia di anni avevano vissuto in Europa superando le enormi sfide dei cambiamenti climatici, come mai allora sono improvvisamente scomparsi circa 45.000 anni fa? Pat Shipman punta il dito sul predatore più spietato del regno animale, l’Homo sapiens, e sul suo fido alleato, il cane.

    Brossura, 15 x 22 cm. pag. 221 illustrato

    Stampato nel 2017 da Carocci

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    Iperborea – Il mito polare tra simbologia, estasi e immaginazione

    12.00

    Mitologie che si perdono nel mare del tempo raccontano di una terra situata nell’estremo nord, la terra a cui approda Odisseo per giungere al regno delle ombre: uno spazio liquido dove l’Oceano ha i suoi confini, laggiù dove i Cimmeri hanno edificato la loro città, in un luogo dove eterna è la notte. Ma altre tradizioni parlano di una terra paradisiaca, un luogo dove l’esistenza umana si svolge senza problemi, nell’abbondanza di tutti i beni naturali, al riparo da ogni fatica e miseria. È il mito della terra Hyperborea, dove vive un’etnia favolosa immersa in una condizione di perfetta felicità e devota al culto di un unico dio, Apollo. In questo paese non vi sono né contrasti, né malattie; gli Iperborei vivono più di mille anni, anzi quando sono sazi della vita sono soliti interromperla di loro iniziativa, gettandosi nel mare da un’alta rupe: ritengono che questa sia la fine migliore e il genere di sepoltura più adatto a loro. L’Ade omerico è mutato in uno spazio paradisiaco.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 86

    Stampato nel 2018 da Il Cerchio

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    Iperborea – Ricerca senza fine della Patria perduta

    24.00

    Ciclo atlantideo e ciclo nordico, Atlantide ed Iperborea, sono i due mondi storici caratteristici dell’Età dell’Oro, sorta di “poli” spirituali aventi comunque una matrice comune. Le tracce di civiltà altissime, probabilmente collassate nel cataclisma noto nei vari miti del mondo come Diluvio universale, di Thule e Iperborea,i centri principali del ciclo nordico, si sono conservate nelle leggende, nelle saghe, nei poemi e nella concezione religiosa di molti popoli dell’antichità, come nei Veda e nell’epos omerico. Questo studio si propone di offrire una visione di insieme di alcuni miti concordanti – Iperborea, Atlantide, Eden -, pur con espressioni diverse e diverse interpretazioni, di questa primitiva patria nordica degli Indoeuropei.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 269 con numerose illustrazioni b/n

    Stampato nel 2014 da Ritter

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    Iperborei. Il primo mito

    18.00

    Giacomo Maria Prati

    Se per noi contemporanei il mito rimanda alla Grecia antica, per la “culla della civiltà europea” questo era il canto del nobile e antichissimo popolo degli Iperborei, sacro ad Apollo ed Artemide. I guerrieri greci, per entrare nell’immortalità, dovevano compiere il viaggio più pericoloso: quello verso un estremo nord visto come un Eden senza tempo, nel solco di quelle terre eroiche vicine al cielo e agli Dei. Giacomo Maria Prati rilegge tutto il mito greco alla luce degli Iperborei, ai quali si deve la fondazione del santuario di Delfi e l’istituzione dei Giochi d’Olimpia. Per la prima volta, tutte le fonti greche e latine sono indagate e riassunte in un saggio ampio e approfondito, che sa anche assumere i toni dell’inno, del canto e della celebrazione epica. L’autore ci restituisce una spiritualità ancestrale vivissima, con al centro un Apollo totale e sciamanico.

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    Istri – Un popolo danubiano nell’Istria neolitica

    16.00

    In questo saggio l’autore narra la storia degli Istri e della lenta colonizzazione di una nuova patria che prenderà il loro nome, Istria. Una conquista che ha inizio dalle grotte del Carso per estendersi nella penisola dove verranno costruiti grandi villaggi di pietra. Avvalendosi di numerosi disegni originali l’autore descrive il tipo di abitazione, gli edifici e le pratiche di culto, le imponenti fortificazioni e le ampie necropoli. Narra la storia di un popolo dalle sue origini allo sviluppo della catena difensiva attraverso la costruzione di castellieri lungo la costa triestina e sull’altopiano carsico. Fino al loro epilogo causato dallo scontro con il più potente esercito dell’epoca, provocato dagli assalti dei corsari istriani alle navi romane, una minaccia che Roma non poteva tollerare.

    Brossura, 16 x 24 cm. pag. 284

    Stampato nel 2019 da De Bastiani

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    Italia longobarda. Il regno, i Franchi, il papato

    12.00

    Stefano Gasparri

    Nel 700 d.C. l’Italia è divisa in due regni, quello longobardo e quello bizantino. Dopo decenni di lotta, nel 680, regna un accordo di pace. Tra le due aree, quella sottoposta a maggiori tensioni è quella bizantina a sud dove le élites italiche si sono più volte poste in posizione di fronda rispetto al centro imperiale. Al nord, invece, il regno longobardo è al suo apice, la società è saldamente inquadrata dalle gerarchie laiche, guidate da duchi e ufficiali pubblici, e ha le potenzialità per governare tutta la penisola. Non sarà così e la sua sconfitta cancellerà anche la sua lunga storia. Stefano Gasparri recupera la memoria dei Longobardi in Italia e presenta la loro società senza trascurare neppure i contatti e i rapporti avuti con la stessa Chiesa romana. Sarà, infatti, quest’ultima ad avere la meglio, fra Longobardi e bizantini, e sarà proprio il papato con la sua azione a impedire il passaggio dell’intera Italia nelle mani dei re “barbari”. Con tre conseguenze importanti: la conquista franca dell’Italia, la creazione del primo impero medievale e l’impianto di una dominazione territoriale da parte della Chiesa di Roma. Per arrivare a questo, come indaga Gasparri, è stata fondamentale la forte operazione di propaganda intorno ai due grandi progetti, franco e papale. Il loro proselitismo ha dominato la scena dell’occidente europeo nella seconda metà dell’VIII secolo e costruito un pregiudizio negativo nei confronti dei Longobardi dal quale val la pena liberarsi.

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    Kurgan. Le origini della cultura europea

    18.50

    Quella che talvolta si chiama con un po’ di enfasi la “casa europea”, la patria dalle comuni radici, è in realtà, in origine, un terreno di conflitto, di contaminazione, di reciproche influenze, di battaglie e sopraffazioni. Sono qui presentati i testi più rappresentativi di una ricerca durata quasi mezzo secolo, che ha portato Marjia Gimbutas a costruire un affresco appassionante delle civiltà che, incontrandosi e scontrandosi tra il IV e il III millennio a.C., contribuirono a gettare le fondamenta della nostra identità. La scoperta più significativa e carica di destino, per certi versi, è quella di una contrapposizione tra culture stanziali e orde nomadi, tra religioni declinate al femminile e dominanza maschile, tra egualitarismo pacifico e aggressività gerarchica, tra arte e guerra. I Kurgan erano un popolo di pastori nomadi abitanti delle regioni degli Urali, le cui origini paiono perdersi nella notte dei tempi. Lungo una serie di invasioni o “ondate”, qui ricostruite minuziosamente, colonizzarono il continente europeo, imponendo la propria legge e le proprie ideologie. “Marija Gimbutas – scrive Carlo Sini nella prefazione -, apre la via al dialogo, forse decisivo, con il passato di una parola che ancora risuona presso gli umani del XXI secolo e che disegna orizzonti e vicende di un possibile, e magari più pacifico, futuro”.

    Brossura 14,5 x 23 cm. pag. 174 con 5 mappe e 19 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2010 da Medusa

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    L’ Europa prima delle crociate

    18.00

    I secoli compresi tra la fine dell’Impero romano d’Occidente e gli albori del secondo millennio segnano la nascita dell’Europa. Queste pagine narrano le vicende di Imperi e principati, di popoli e stirpi, di condottieri e di individualità religiose, in uno spazio geografico che va dal Mediterraneo al mare del Nord, dalle coste dell’oceano Atlantico alle pianure germanico-slave, fino alle terre di Bisanzio e agli altipiani iranici. Su questo scacchiere geopolitico si sono svolte nell’alto Medioevo battaglie decisive per la sopravvivenza della fede cristiana. Nel descriverle, Leoni spiega le strategie delle forze in campo, sottolineando come la resistenza armata dei cristiani prima e poi le loro vittorie su pagani e islamici siano state condizioni essenziali per l’opera di evangelizzazione e inculturazione promossa dalla Chiesa verso i popoli dell’intera Europa. Nei ferrei secoli dell’Età di mezzo il cristianesimo occidentale fu spesso a rischio di estinzione: i saraceni dell’Africa settentrionale giunsero a Roma, saccheggiando la stessa basilica di San Pietro. Pochi decenni dopo, alle soglie del Mille, lo scenario muta radicalmente: terminate le invasioni, definita nei suoi contorni generali la mappa politico-territoriale del Continente, portata a compimento la riforma della Chiesa per iniziativa di grandi Pontefici, gli europei si accingono nel segno della Croce a varcare il mare diretti in Oriente.

    Brossura 13 x 20 cm. pag. 294

    Stampato nel 2010 da Ares

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    L’ identità segreta della divinità tutelare di Roma

    26.00

    Il nome della divinità che proteggeva Roma era tenuto segreto affinchè non potesse essere evocato dai nemici e passare così alla parte avversa. L’identità celata del dio custode dell’Urbe ha acceso grande dibattito tra gli studiosi della religione romana sin dai tempi antichi; solo un erudito romano sembra essere riuscito a individuare il nome e le caratteristiche del Genius urbis Romae: Quinto Valerio Sorano, che per questo fu condannato alla pena capitale. Mettendo le scarne testimonianze antiche sotto nuova luce, l’opera offre una nuova teoria su tale vexata quaestio.

    Brossura 15 x 21 cm. pag. 256 + 23 foto b/n e colori

    Stampato nel 2011 da Settimo Sigillo

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    L’alimentazione e la cucina nell’antica Roma

    24.00

    La storia dell’alimentazione diventa in queste pagine una storia sociale, culturale ed economica dell’antica Roma. Jacques André sviscera ogni ingrediente di questo argomento di assoluta importanza per comprendere la vita quotidiana nell’antichità e le radici della cucina e dell’agricoltura italiane fino ai giorni nostri. Nulla è trascurato: gli elementi botanici, le tecniche di coltura e lavorazione, le tradizioni e le mode, il rapporto tra cibo e classi sociali, i riferimenti ai grandi autori e ai legislatori, gli aspetti economici della produzione alimentare e, soprattutto, i dettagli accurati di una gastronomia elaborata, ricca e fantasiosa. Ogni informazione è suffragata da un ricco corredo di note bibliografiche, anch’esse componente fondamentale di questo libro erudito e curioso, destinato (come già avvenuto in Francia) a diventare un classico per gli appassionati di storia romana e di storia dell’alimentazione.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 266 illustrato

    Stampato nel 2016 da Goriziana

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    L’altra Atlantide – Civiltà scomparse, antiche conoscenze megalitismo e Sardegna

    17.00

    Prima dell’ultima glaciazione è esistita un’altra grande civiltà le cui tracce, nonostante i millenni trascorsi, sono giunte fino a noi sotto forma di mito e leggenda? Per rispondere a questa domanda, sgombrando il campo da ogni dubbio, ci si può affidare ai più moderni strumenti di indagine, grazie ai quali, oggi, si può certamente trovare una risposta adeguata. La spaventosa portata dei cataclismi che cancellarono la grande civiltà che precedette la nostra è stata infatti tramandata oralmente e poi riportata nei testi più antichi – dai Sumeri, nei testi egiziani, nella Bibbia, nei libri sacri indiani, da Platone – e, grazie all’esame incrociato di queste fonti, si può cominciare a delineare una storia meno nebulosa. Inoltre, sono di aiuto essenziale le recenti scoperte archeologiche che colmano in parte i vuoti che intercorrono tra la scomparsa della grande civiltà prediluviana e l’emergere dei primi popoli “storici”. In questo contesto, ruolo di primaria importanza giocò la Sardegna. In questo libro vogliamo dunque raccontare una “storia diversa”, ricca e affascinante, i cui protagonisti quasi mai rientrano nei manuali classici.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 206

    Stampato nel 2018 da Arkadia

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    L’America dimenticata – I rapporti tra le civiltà e un errore di Tolomeo

    18.00

    La quasi totalità degli studiosi ha finora negato l’esistenza di antichi contatti tra l’America e il Vecchio Mondo, ma in questo libro, indagando su una questione apparentemente secondaria di storia della geografia (l’origine di un grossolano errore di Tolomeo), si dimostra che le fonti ellenistiche dell’antico geografo conoscevano latitudini e longitudini di località dell’America centrale. Questa scoperta costringe a rivedere sotto una nuova luce molti aspetti della storia. Da una parte mostra come il crollo delle conoscenze che investì il mondo mediterraneo all’atto della conquista romana sia stato ben più profondo di quanto in genere si creda. Dall’altra apre nuovi possibili scenari di lungo periodo, lasciando intravedere la possibilità di sostituire all’idea oggi dominante dell’evoluzione indipendente e parallela delle civiltà un’unica storia, connessa sin dalla remota antichità.

    Brossura, 14,5 x 20 cm. pag. 296

    Stampato nel 2013 da Mondadori

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    L’anima nordica

    25.00

    Quando ebbe luogo la prima stesura di questo libro, negli anni 1921 – 1922, non esisteva ancora una vera scienza impegnata a studiare l’anima delle razze, o psicoantropologia. La ricerca proposta in questo lavoro liberò la strada per fondare questa scienza. Coloro che allora lo giudicarono, indicarono giustamente che esso conteneva molto più di una scienza della specificità dell’anima nordica, in quanto in esso stavano le fondamenta di una eventuale scienza dell’anima di tutte le razze.

    Brossura 14 x 21 pag. 200 con 40 illustrazioni

    Stampato nel 2012 da Effepi

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    L’antigiudaismo nell’antichità classica

    21.00

    Quest’opera, curata da Gian Pio Mattogno, costituisce la prima raccolta organica di testi antigiudaici relativi all’Antichità classica, e dimostra come la questione ebraica affondi le sue radici nel mondo ellenico-romano. Tra le sorprendenti pagine del testo, si scopre che autori sommi della latinità – quali Cicerone, Seneca, Tacito, Plinio, Giovenale, Svetonio, Petronio – scagliarono tutti i propri strali contro la stirpe semitica.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm.

    Stampato da Edizioni di Ar

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    L’antiquité retrouvée

    35.00

    Quest’opera, mirabilmente illustrata, si propone di riprodurre l’architettura antica. Grazie ad accurate ricerche archeologiche e a un notevole talento grafico, risulta essere un fantastico manuale di architettura e di urbanistica romana e greca. Ogni immagine rappresenta una sintesi, raggruppa in un solo disegno migliaia di informazioni e anni di ricerche archeologiche. Con un solo sguardo è possibile contemplare un sito nel suo insieme e comprendere la sua storia e il suo funzionamento.

    Brossura 19 x 28 cm. pag. 192 interamente illustrate con disegni a colori

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2005 da Errance

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    L’Atlantide. Origine delle Civiltà

    11.00

    Paul Le Cour

    Il problema atlantideo è uno dei più complessi e importanti che esistono. Esso ingloba infatti, ed è questo che costituisce il suo immenso interesse, la scienza, la filosofia e la religione. Considerarlo soltanto sotto uno dei suoi aspetti significa fare un’opera incompleta e senza scopo. In appendice “la triplice Cinta”

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 86 con alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2021 da Settimo Sigillo

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    L’Edda come teoria del ghiaccio cosmico

    20.00

    Wilhelm Asendorf

    “Strane storie riguardo agli dèi sono raccontate nell’Edda. Si riteneva fossero invenzioni di poeti dalla fantasia fervida, oziose fantasticherie di spensierati perdigiorno, beffe sprezzanti di deboli mortali contro i potenti del cielo. Tale ipotesi è insostenibile. È assolutamente inconcepibile che per millenni queste storie siano state tramandate di generazione in generazione, se fossero state soltanto mere invenzioni ludiche prive di qualsiasi contenuto reale. No, queste narrazioni non potevano e non dovevano essere dimenticate, giacché in esse è contenuta l’intera cosmogonia”. Con queste parole Wilhelm Asendorpf introduceva il suo Die Edda als Welteislehre. Questa edizione rappresenta non solo la prima pubblicazione del libro in questione, ma offre anche un viaggio senza precedenti nell’universo della “Welteislehre”.

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    L’eredità celtica – Origini e antropologia dei Popoli cisalpini

    16.00

    I Celti, generalmente associati a Irlanda, Scozia, Galles e Bretagna, sono in realtà alla radice di gran parte delle nazioni europee. La presenza celtica in parte dell’Italia settentrionale è altrettanto autoctona quanto quella in Iberia, Europa Centrale ed Isole Britanniche. Dopo le invasioni storiche del IV sec. a.C. tutta l’Italia settentrionale, e parte dell’Italia centrale, fu abitata da popolazioni celtiche o celtizzate. Un tale dato, tuttavia, è quasi sconosciuto al grande pubblico. In questo libro, sintetizzando un ventennale lavoro di spoglio della letteratura archeologica ed antropologica, l’autore ha voluto rendere giustizia ai Celti Cisalpini, delineandone un ritratto antropologico in senso genetico, fisico e culturale. Ciò allo scopo non solo di conoscere meglio questo insieme di popoli ma di capire quanto di loro sia rimasto nell’antropologia dei Popoli cisalpini.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 190 con alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2019 da Press & Archeos

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    L’esempio di Sparta. Storia, eredità e mito di una civiltà immortale

    15.00

    AA.VV.

    Quello di Sparta è un mito senza tempo, capace di illuminare i secoli e fornire perenni linee di vetta. Fonte di ispirazione per guerrieri, filosofi e rivoluzionari, Lacedemone ha tracciato un solco unico e irripetibile: dalla totalità organica del suo ordinamento alla ferrea educazione dell’Agoghé; dall’essenziale austerità del suo stile di vita alla centralità comunitaria delle sue istituzioni; dalla celebre potenza della sua falange alla formidabile tempra dei suoi soldati. Il presente testo – che raccoglie saggi, immagini e citazioni – vuole essere uno strumento di analisi storica ed un contributo alla Formazione di sé, nel solco di una Weltanschauung eroica, marziale e solare. Dinanzi al livellamento globalista, alla devirilizzazione del “pensiero debole” e allo sradicamento iconoclasta della “cancel culture”, si rende necessaria una potente “cultura delle origini” che attinga alla memoria ancestrale della nostra Civiltà: il sangue versato alle Termopili, allora, rappresenta un esempio imperituro di coraggio, di sacrificio e di attaccamento alla Patria.

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    L’idea del cielo e del cosmo delle popolazioni protostoriche dell’Europa centrale

    20.00

    Durante il primo millennio a.C. la maggior parte dell’Europa fu popolata da gente celtica e germanica. Entrambi questi gruppi di popolazioni furono composte da tribù di feroci guerrieri, ma anche da pacifici agricoltori e allevatori. Proprio la necessità di pianificare in maniera efficace l’agricoltura e l’allevamento del bestiame obbligò queste popolazioni, come precedentemente era avvenuto durante il Neolitico e l’età del Bronzo, ad osservare il cielo e i suoi fenomeni con l’intento di impadronirsi delle periodicità fondamentali mostrate dai corpi celesti con la scopo di utilizzarle a vantaggio del benessere dell’intera comunità.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 384 con illustrazioni b/n

    Stampato nel 2015 da Associazione Fonte di Connla

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    L’identita’ romana – Dinamiche del dominio e dell’integrazione nel millennio di Roma antica

    21.90

    Da piccolo borgo laziale di pastori, Roma divenne nel giro di qualche secolo la capitale di un immenso impero, fra i più vasti mai esistiti sulla terra. In questo sterminato dominio si trovarono a convivere popoli diversissimi per etnia, provenienza, abitudini, cultura, religione. Quelli che si chiamavano Romani – i dominatori – erano tolleranti o razzisti? governavano con la sferza o col consenso? L’indagine muove da una ricognizione sull’identità romana, quale si venne a configurare nel lungo periodo che intercorre fra le remote e mitiche origini e la “guerra sociale”, la quale agli inizi del I secolo a.C. sancì l’unificazione dell’Italia peninsulare sulla base del sofferto raggiungimento di una comune cittadinanza. La cittadinanza, appunto, è uno dei principali fili conduttori dell’intera esposizione, centrata sulle complesse relazioni fra l’Impero e i molti popoli – sia “civili” che “barbari” – che lo combatterono, vi si integrarono e infine ne precipitarono la crisi. Questo saggio non viene appesantito da note, essedo stato concepito con finalità divulgative e in funzione di una lettura continua, agevole e del tutto autonoma. Numerosi sono i riferimenti a testi antichi (greci e latini). Altre citazioni sono state attinte dalla letteratura storiografica moderna, con l’intenzione di fornire una essenziale antologia critica e stimolare l’autonoma riflessione del lettore. A supporto, un essenziale “Atlante” composto da 34 tavole a colori, a cui si fa riferimento nel saggio con puntuali rinvii.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 294 con circa 34 illustrazioni a colori e b/n

    Stampato nel 2014 da Dielle Editore

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    L’imperatore Giuliano e la nostalgia degli dei

    14.00

    L’imperatore romano Giuliano è una delle figure del passato per le quali la trasfigurazione simbolica e l’elaborazione mitica di cui sono state oggetto hanno forse superato l’effettiva realtà storica… Il libro di Tommaso Indelli ha il merito di restituire la complessità del personaggio e dell’epoca, di seguirne l’elaborazione del mito e di passare in rassegna in modo ordinato la copiosa storiografia sul tema, fornendo al lettore adeguati strumenti per la conoscenza di un protagonista del nostro passato che merita di essere conosciuto. Prefazione di Claudio Azzara.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 144

    Stampato nel 2018 da Partenio

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    L’impero romano in 200 mappe. Costruzione, apogeo e fine di un impero III secolo a.C. – VI secolo d.C.

    30.00

    Otre 200 mappe e grafici originali a colori accompagnano la storia dell’Impero romano, che il libro esamina a partire dalle guerre puniche, per giungere fino all’età di Giustiniano. Le mappe e l’andamento cronologico sono accompagnati da un denso contributo storiografico, che propone gli studi e le questioni più recenti, bene evidenziando i temi fondamentali della storia romana e proponendone anche alcuni inaspettati. La costruzione dell’impero, le politiche amministrative e territoriali dei Romani, la gestione di una realtà così ampia e complessa vengono svelate mappa dopo mappa, in un libro capace di orientare saldamente studenti, appassionati e curiosi della storia romana.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 374 con circa 200 mappe a colori

    Stampato nel 2015 da Goriziana

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    L’Italia nel’impero romano

    31.00

    Nel passaggio dallo stato tardo-repubblicano d’impronta aristocratica alla formazione dell’Impero, viene attribuita dai ricercatori una parte rilevante ai “mezzi limitati” dell’amministrazione dello stato municipale. La nobiltà senatoriale nell’intento di salvaguardare la propria posizione di potere, doveva per quanto possibile evitare, per difendere i propri interessi, il trasferimento di competenze e rappresentanti che non fosse in grado di controllare, cosa che in linea di massima le riuscì, anche se cvon un risultato nel complesso per lei stessa negativo. Il libro analizza dettagliatamente l’amministrazione romana nell’Italia dei primi secoli dell’Impeor: Funzionari e strutture amministrative quali risultano attraverso l’analisi di un’esauriente e dettagliata documentazione epigrafica e letteraria.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 354

    Stampato nel 1999 da Edipuglia

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    L’Italia nell età del bronzo e del ferro

    44.80

    L’età del bronzo e del ferro viene spesso immaginata come un tempo nel quale gli uomini vivevano senza regole, incapaci di pensiero razionale. Questa idea nasce dalla convinzione che nulla di importante possa essere avvenuto prima dei vertici di civiltà raggiunti dalla Grecia classica e da Roma. In realtà, almeno dal Paleolitico Superiore i nostri antenati preistorici e protostorici sono biologicamente identici a noi, con le stesse capacità e potenzialità fisiche e intellettuali. Ricostruirne in una prospettiva di lungo periodo i processi di sviluppo e di trasformazione nella cultura, nelle forme di organizzazione, nel livello di avanzamento tecnologico, equivale quindi a esplorare la nostra storia più antica. Il libro, attraverso l’analisi delle tracce materiali lasciate dalle comunità dell’età del bronzo e del ferro, descrive i percorsi di formazione dei protagonisti della storia antica: latini, etruschi, fenici, greci. Oltre a un ricco apparato iconografico, il CD-ROM allegato contiene un’ampia sezione teorico-metodologica.

    Brossura pag. 405 con diverse illustrazioni b/n

    Stampato nel 2011 da Carocci

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    L’oceano degli antichi – I viaggi dei romani in America

    28.00

    Il grande sviluppo tecnologico e scientifico raggiunto dall’antica Roma, che si descrive in questo libro, ebbe importanti applicazioni anche nel mondo della navigazione dove, grazie al lavoro degli archeologi, stanno riaffiorando tecnologie che mai avremmo immaginato poter essere in possesso dei Romani e che permise loro di dominare i mari e gli oceani. Questo lavoro riporta alla luce parte delle antiche conoscenze scientifiche grazie alle quali Roma poté dominare il mondo grazie anche ad una portentosa scienza della navigazione che solo negli ultimi anni si sta riesaminando con la dovuta attenzione. Plinio, Tolomeo, Erodoto, Seneca, Diodoro Siculo, Plutarco, Tacito, Virgilio e molti altri autori latini e greci hanno lasciato indizi inequivocabili di viaggi transoceanici confermati oggi da evidenze archeologiche. L’autore ricostruisce la storia delle conoscenze scientifiche che permisero ai Romani, ma non solo a loro, di raggiungere ogni parte del mondo. In particolare essi raggiunsero l’Estremo Oriente e il Nuovo Mondo e le testimonianze di questi viaggi sono oggi esposte nei musei di tutta Europa.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 482 con alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2018 da Goriziana

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    L’origine nordica di Adamo

    15.00

    Marco Mattarollo

    L’idea di questo libro nasce a seguito della lettura del testo di Felici Vinci, “Omero nel Baltico”. Leggendo i testi antichi abbiamo cercato – notando qualche limite da parte del Vinci – di dare un approccio decisamente più tecnico, andando a cercare o almeno ipotizzando delle etimologie, derivazioni, radici credibili. Sebbene non sempre si riesca ad avere la meglio sui testi e parole di migliaia di anni fa, il risultato, almeno sulla carta, è stato soddisfacente. Il secondo approccio, quello inedito almeno per questi argomenti, è relativo all’antropologia molecolare, la quale ci è stata utile per individuare con rigore scientifico la presenza di un gruppo umano con caratteristiche genetiche peculiari, tutt’oggi circoscritte all’area nordico-atlantica.

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