La riscossa populista - La sconfitta dei banchieri, la grande paura degli euroburocrati il risveglio identitario

Emidio Novi

Il Mondialismo è il genocidio dei popoli. È una forma di assassinio progressivo, inavvertito, a volte persino seducente. Non si manifesta come potere coercitivo e oppressivo. Piuttosto rappresenta un soft power, potere sottile, convincente, che imprigiona le anime e non i corpi. Lentamente decostruisce la società, la trasforma, la espropria, le fa rinnegare e abbandonare i valori tradizionali, dalla religione al diritto, dal comune sentire alla lingua parlata. In un certo senso è la negazione dei giacimenti antropologici della storia dell'uomo occidentale, da sostituire con l'universalismo, l'egualitarismo omologante, il multiculturalismo. I popoli diventano dei transgender in cui nulla è codificato e definitivo. Il fine ultimo è una società liquida, nella quale tutto è provvisorio, atomizzato, fluido e quindi incapace di opporre grumi di resistenza. Si vive in una perenne condizione onirica indotta dal consumismo reale e virtuale tipico della digitalità: davanti a un video mi godo la mia vacanza, la mia sessualità, la mia trasgressione. La mondializzazione distrugge culture, differenze, identità di popolo. Ma alla fine, da questa umanità di uomini dimezzati si manifesta l'autorganizzazione degli esclusi. Di quelli che hanno capito, e vivono appartati, silenziosi, impegnati a costruire le reti di una reazione fredda, aggressiva, forte del legame comunitario che la rende possibile, che si autorganizza e come un fiume carsico all'improvviso fuoriesce impetuosa e inarrestabile dalle viscere dei popoli.

Brossura, 13,8 x 21 cm. pag. 272

Stampato nel 2019 da Controcorrente
riscossa

Prezzo:
Prezzo di vendita: 20,00 €
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Descrizione

Emidio Novi

Il Mondialismo è il genocidio dei popoli. È una forma di assassinio progressivo, inavvertito, a volte persino seducente. Non si manifesta come potere coercitivo e oppressivo. Piuttosto rappresenta un soft power, potere sottile, convincente, che imprigiona le anime e non i corpi. Lentamente decostruisce la società, la trasforma, la espropria, le fa rinnegare e abbandonare i valori tradizionali, dalla religione al diritto, dal comune sentire alla lingua parlata. In un certo senso è la negazione dei giacimenti antropologici della storia dell'uomo occidentale, da sostituire con l'universalismo, l'egualitarismo omologante, il multiculturalismo. I popoli diventano dei transgender in cui nulla è codificato e definitivo. Il fine ultimo è una società liquida, nella quale tutto è provvisorio, atomizzato, fluido e quindi incapace di opporre grumi di resistenza. Si vive in una perenne condizione onirica indotta dal consumismo reale e virtuale tipico della digitalità: davanti a un video mi godo la mia vacanza, la mia sessualità, la mia trasgressione. La mondializzazione distrugge culture, differenze, identità di popolo. Ma alla fine, da questa umanità di uomini dimezzati si manifesta l'autorganizzazione degli esclusi. Di quelli che hanno capito, e vivono appartati, silenziosi, impegnati a costruire le reti di una reazione fredda, aggressiva, forte del legame comunitario che la rende possibile, che si autorganizza e come un fiume carsico all'improvviso fuoriesce impetuosa e inarrestabile dalle viscere dei popoli.

Brossura, 13,8 x 21 cm. pag. 272

Stampato nel 2019 da Controcorrente

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