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L'Abc delle corte - Tecnica storia e balistica di pistole e revolver

Dopo una necessaria premessa di base sulla differenza tra avancarica e retrocarica e sul ciclo di sparo di un'arma semiautomatica, si entra nel vivo della trattazione, partendo dalle diverse tipologie di munizioni (centrali, anulari, a spillo) per passare alle armi monocolpo e, quindi, ai revolver. Si parte dalla loro evoluzione, con i mostri sacri Colt e Smith & Wesson, per addentrarsi quindi nelle differenti componenti (telaio, tamburo, scatto). Per quanto riguarda le pistole semiautomatiche, si analizzano innanzi tutto i differenti sistemi di chiusura e, quindi, gli elementi costitutivi. Non può mancare un capitolo dedicato agli organi di mira. Una volta "fatte le ossa" con le armi più classiche, è giusto concludere in bellezza con i progetti un pochino più stravaganti, come il Nagant 1895, il Rhino di Chiappa firearms, la doppia 1911 di Arsenal e così via. Nel capitolo 9 si introducono cenni di balistica interna, esterna e terminale, per giungere quindi all'analisi dell'anima della canna e del fenomeno del rinculo. In appendice, un raffronto dimensionale e prestazionale dei calibri per pistola, tavole di tiro e balistiche, tabelle di conversione dalle unità di misura anglosassoni a europee e un mini‐glossario tecnico inglese‐italiano.

Rilegato, 15 x 21,5 cm. pag. 290 con numerose tabelle e foto e disegni a colori e b/n

Stampato nel 2018 da Edisport
corte

Prezzo:
Prezzo di vendita: 29,90 €
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Descrizione

Paolo N. Sinha

Dopo una necessaria premessa di base sulla differenza tra avancarica e retrocarica e sul ciclo di sparo di un'arma semiautomatica, si entra nel vivo della trattazione, partendo dalle diverse tipologie di munizioni (centrali, anulari, a spillo) per passare alle armi monocolpo e, quindi, ai revolver. Si parte dalla loro evoluzione, con i mostri sacri Colt e Smith & Wesson, per addentrarsi quindi nelle differenti componenti (telaio, tamburo, scatto). Per quanto riguarda le pistole semiautomatiche, si analizzano innanzi tutto i differenti sistemi di chiusura e, quindi, gli elementi costitutivi. Non può mancare un capitolo dedicato agli organi di mira. Una volta "fatte le ossa" con le armi più classiche, è giusto concludere in bellezza con i progetti un pochino più stravaganti, come il Nagant 1895, il Rhino di Chiappa firearms, la doppia 1911 di Arsenal e così via. Nel capitolo 9 si introducono cenni di balistica interna, esterna e terminale, per giungere quindi all'analisi dell'anima della canna e del fenomeno del rinculo. In appendice, un raffronto dimensionale e prestazionale dei calibri per pistola, tavole di tiro e balistiche, tabelle di conversione dalle unità di misura anglosassoni a europee e un mini‐glossario tecnico inglese‐italiano.

Rilegato, 15 x 21,5 cm. pag. 290 con numerose tabelle e foto e disegni a colori e b/n

Stampato nel 2018 da Edisport

 

 

Il Portogallo nelle Guerre d'Oltremare - Dottrina operativa e operazioni di controinsurrezione in Africa (1961-1974)

 

 

 Questo libro, scritto dal Prof. John P. Cann, il più grande esperto nordamericano del metodo portoghese di contrasto alla Guerra Subversiva è un testo inedito in Italia. Pubblicato negli USA nel 1997, rappresenta ancora oggi un libro imperdibile per gli analisti italiani di Counterinsurgency (COIN) e, più in generale, per gli studiosi delle tecniche di soppressione delle forme di sovversione politica e militare.
Il merito del Professore Cann non è solo quello di aver voluto interpretare i fatti descritti dal punto di vista dei militari che concepirono e realizzarono l'approccio portoghese al COIN, ma è soprattutto quello di aver voluto analizzare una esperienza militare tatticamente vincente, ma spesso ignorata dagli storici e dagli esperti di Controinsorgenza.
Infatti, nonostante fosse diplomaticamente isolato ed economicamente limitato, il Portogallo riuscì con uno sforzo logistico impressionante, a condurre e a vincere contemporaneamente, per più di dieci anni, tre operazioni di Counterinsurgency in tre Teatri Operativi differenti: Angola (1961-1974), Guinea Bissau (1963-1974) e Monzambico (1964-1974). Una capacità che ha equivalenti storici solamente nella efficenza delle legioni romane ai tempi dell'Impero dei Cesari.
Un libro, inoltre, che nella sua versione italiana è arricchito, proprio per il nostro pubblico, da una inedita introduzione dell'autore il quale fornisce ulteriori spunti di riflessione su cosa rappresentò allora, in termini di innovazioni dottrinali, l'approccio portoghese alla Controinsorgenza

 

Spetsnaz e Corpi Paramilitari dei Servizi di Sicurezza Russi. Il Contro-Terrorismo sui Campi di Battaglia

 Alfa, Vympel, Vityaz, Rus, SOBR, OMON... nomi e sigle dietro i quali si celano soldati "speciali", gli spetsnaz appunto, un tempo alle dipendenze del KGB ed oggi strumenti operativi del FSB e del SVR. Ad essi si affiancano le forze d'élite del Ministero degli Interni (VV MVD), del Servizio Penitenziario Federale (FSIN) e del Servizio per il Controllo del Narcotraffico (FSKN), confluite nei neo-pretoriani di Putin della Guardia Nazionale Russa. Oggi, che il terrorismo globale, assurge a protagonista quotidiano della cronaca di numerosi Paesi, il ruolo delle forze speciali deputate a combatterlo è sempre più evidente, pur restando avvolte da un necessario velo di mistero mirato a garantirne la sicurezza. Non possiamo, né vogliamo, dimenticare quanto è accaduto al teatro Dubrovka di Mosca o alla scuola n. 1 di Belsan in Ossezia, dove i team dell'antiterrorismo del Cremlino hanno dimostrato le loro capacità (e i loro limiti!) adottando procedure tecnico-tattiche distanti da quelle che si riescono a concepire in Occidente. Questo libro è il risultato di un lavoro di ricerca molto accurato e meticoloso, durato oltre quindici anni e svolto pressoché esclusivamente su testi in lingua inglese e russa. In esso si racconta chi sono questi uomini, come si addestrano, come agiscono e dove la storia li ha visti protagonisti: dall'Afghanistan, alla Cecenia, dai Paesi Baltici, al Caucaso, dove hanno condotto decine di operazioni antiterrorismo e dove, in numerose occasioni, hanno anche agito come veri e propri reparti d'assalto, accanto alle unità regolari delle Forze Armate russe, nei diversi conflitti del passato e del presente

 

 

 

 

      

 

 

 

 




  

 

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