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Zara, addio

Spesso la letteratura dei ricordi e delle memorie è legata all'eccezionalità di un periodo storico, e la memoria storica è tanto più viva quando non si riduce a una fredda registrazione di se stessa. Zara, addio è il racconto di un periodo segnato da sviluppi drammatici per la storia di una città e di una comunità di antichissime tradizioni culturali e civili. Ed è il filo della memoria dell'autore a condurci in quest'angolo di storia nel quale, in un lasso di tempo relativamente breve, si consumano le speranze e le aspirazioni della presenza italiana, e che si riassumono nella figura su cui si impernia la narrazione, Carlo de Hoeberth, esponente dell'irredentismo dalmata e zio dell'autore. Già Commissario civile di Kmn e quindi Commissario al comune di Zara, lo "zio Carlo" è sensibile ed equilibrato mediatore nelle vicende che fra gli anni '41 e'44 da più fronti attentano all'identità multietnica locale. Un racconto popolato da una miriade di personaggi "grandi" e "piccoli", per ognuno dei quali viene ricavata una nicchia: ora in una vicenda dolorosa, ora in un quadretto sul quale l'autore passa una pennellata di ironia e talvolta di umorismo. Un racconto ricco di aperture liriche, in particolar modo dove l'autore colorala narrazione riportando brevi e limpide st.ofe nell'amato dialetto zaratino, che il più delle volte si rifà alla tradizione orale. E infine le note melanconiche che concludono il libro, che termina dove termina la lunghissima vita di Carlo de Hoeberth: chiuso in un pessimismo senile ("La guerra turpe ( ... ) contagia anche gli animi più sereni"), lontano dalla sua città, l'aveva ormai da tempo salutata, forse con un semplice ma struggente "Zara, addio!".

Rilegato, 16,5 x 24 cm. pag. 140 con alcune foto b/n

Stampato nel 1990 da Goriziana
zara

Prezzo:
Prezzo di vendita: 11,20 €
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Descrizione

Fulvio Anzellotti                                Prezzo di listino  16.00 (sconto 30%)

Spesso la letteratura dei ricordi e delle memorie è legata all'eccezionalità di un periodo storico, e la memoria storica è tanto più viva quando non si riduce a una fredda registrazione di se stessa. Zara, addio è il racconto di un periodo segnato da sviluppi drammatici per la storia di una città e di una comunità di antichissime tradizioni culturali e civili. Ed è il filo della memoria dell'autore a condurci in quest'angolo di storia nel quale, in un lasso di tempo relativamente breve, si consumano le speranze e le aspirazioni della presenza italiana, e che si riassumono nella figura su cui si impernia la narrazione, Carlo de Hoeberth, esponente dell'irredentismo dalmata e zio dell'autore. Già Commissario civile di Kmn e quindi Commissario al comune di Zara, lo "zio Carlo" è sensibile ed equilibrato mediatore nelle vicende che fra gli anni '41 e'44 da più fronti attentano all'identità multietnica locale. Un racconto popolato da una miriade di personaggi "grandi" e "piccoli", per ognuno dei quali viene ricavata una nicchia: ora in una vicenda dolorosa, ora in un quadretto sul quale l'autore passa una pennellata di ironia e talvolta di umorismo. Un racconto ricco di aperture liriche, in particolar modo dove l'autore colorala narrazione riportando brevi e limpide st.ofe nell'amato dialetto zaratino, che il più delle volte si rifà alla tradizione orale. E infine le note melanconiche che concludono il libro, che termina dove termina la lunghissima vita di Carlo de Hoeberth: chiuso in un pessimismo senile ("La guerra turpe ( ... ) contagia anche gli animi più sereni"), lontano dalla sua città, l'aveva ormai da tempo salutata, forse con un semplice ma struggente "Zara, addio!".

Rilegato, 16,5 x 24 cm. pag. 140 con alcune foto b/n

Stampato nel 1990 da Goriziana

 

 

 

Il Portogallo nelle Guerre d'Oltremare - Dottrina operativa e operazioni di controinsurrezione in Africa (1961-1974)

 

 

 Questo libro, scritto dal Prof. John P. Cann, il più grande esperto nordamericano del metodo portoghese di contrasto alla Guerra Subversiva è un testo inedito in Italia. Pubblicato negli USA nel 1997, rappresenta ancora oggi un libro imperdibile per gli analisti italiani di Counterinsurgency (COIN) e, più in generale, per gli studiosi delle tecniche di soppressione delle forme di sovversione politica e militare.
Il merito del Professore Cann non è solo quello di aver voluto interpretare i fatti descritti dal punto di vista dei militari che concepirono e realizzarono l'approccio portoghese al COIN, ma è soprattutto quello di aver voluto analizzare una esperienza militare tatticamente vincente, ma spesso ignorata dagli storici e dagli esperti di Controinsorgenza.
Infatti, nonostante fosse diplomaticamente isolato ed economicamente limitato, il Portogallo riuscì con uno sforzo logistico impressionante, a condurre e a vincere contemporaneamente, per più di dieci anni, tre operazioni di Counterinsurgency in tre Teatri Operativi differenti: Angola (1961-1974), Guinea Bissau (1963-1974) e Mozambico (1964-1974). Una capacità che ha equivalenti storici solamente nella efficenza delle legioni romane ai tempi dell'Impero dei Cesari.
Un libro, inoltre, che nella sua versione italiana è arricchito, proprio per il nostro pubblico, da una inedita introduzione dell'autore il quale fornisce ulteriori spunti di riflessione su cosa rappresentò allora, in termini di innovazioni dottrinali, l'approccio portoghese alla Controinsorgenza

 

 

Le SS del Toson d'Oro - Volontari valloni e fiamminghi nelle Waffen-SS

 

 

 

 

 "Le SS del Toson d'Oro", scritto da Saint Loup nel 1975, è un libro dedicato ai volontari valloni e fiamminghi che combatterono nelle Waffen SS durante l'ultimo conflitto mondiale. Il ritmo incalzante della narrazione accompagna il lettore tra i combattimenti sul fronte russo descrivendo in modo vivido i sentimenti, le idee e le opinioni dei protagonisti di quei giorni drammatici. Emergono così, come in un'opera wagneriana, gli ultimi cavalieri del Toson d'Oro. Ovvero, i detentori della Croce di Ferro di prima classe. I quali rappresentarono per l'autore una nuova aristocrazia guerriera, sorta dai campi di battaglia, che intendeva ricreare un Medioevo rivisitato in chiave moderna sotto le insegne del Terzo Reich.

 

 

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