1177 a. C. Il collasso della civiltà

Bollati Boringhieri

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    1177 a. C. Il collasso della civiltà

    25.00

    Vennero dal mare. Sappiamo il loro nome e poco altro: li chiamiamo “Popoli del Mare” e al loro arrivo caddero regni millenari e l’intera Civiltà del Bronzo collassò repentinamente. Dopo, seguirono solo lunghi secoli bui. L’Età del Bronzo era stata un’epoca di fiorenti commerci, di evoluzione tecnica e culturale, di rapporti diplomatici internazionali, di sottili equilibri politici. A lungo si è pensato che il mondo di tremila anni fa fosse un luogo primitivo, con un’economia ridotta su breve scala, ma gli ultimi decenni di scavi archeologici hanno invece portato alla luce un mondo incredibilmente organizzato e vasto, sorprendentemente simile al nostro, tanto da poterlo definire “globalizzato”. Il quadro archeologico ci restituisce un’organizzazione solida e funzionale, che sembrava intramontabile, come la nostra, ma che cadde di schianto. Lo stagno, necessario per ottenere il bronzo delle armi e degli utensili, proveniva dall’Afghanistan, il rame da Cipro: come il petrolio di oggi, erano le merci più ambite, e sul loro commercio era fiorita un’intesa internazionale che coinvolgeva tutti i grandi imperi del Mediterraneo e della Mezzaluna fertile. I nomi dei regni antichi evocano avvenimenti lontani – Egizi, Ittiti, Assiri, Babilonesi, Mitanni, Minoici, Micenei, Amorrei, Ugariti, Cretesi, Ciprioti, Cananei -, ma le loro vicende sono così “moderne” che la loro storia suona ormai come un monito rivolto al nostro mondo.

    Brossura, 14 x 22 cm. pag. con alcune illustrazioni

    Stampato nel 2023 da Bollati Boringhieri

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    Brigate nere – Mussolini e la militarizzazione del Partito fascista repubblicano

    25.00

    Nella storia della Repubblica sociale italiana il partito fascista non è mai stato tematizzato come entità “autonoma”, mentre – di contro – la sua analisi è fondamentale per decifrare episodi altrimenti incomprensibili e per rischiarare un progetto totalitario del XX secolo, alcune sue anime interne, alcuni suoi risultati, una sua stessa storicità. Mettendo a fuoco il PFR e le varie e opposte concezioni nei suoi confronti del composito mondo di Salò, questo libro si concentra sulla trasformazione del partito in partito armato, cioè nel corpo delle Brigate nere: una struttura strettamente vincolata alla guerra civile e – diversamente da quanto finora tramandato – progettata e perseguita con tenacia da Benito Mussolini. Attenta all’intreccio tra macrocosmo e microcosmo di Salò e condotta su una vasta documentazione d’archivio, l’indagine si presenta come una sorta di viaggio dentro la RSI, di cui si mettono in scena, da un lato, le disposizioni e gli organigrammi centrali e, dall’altro, i percorsi di gruppi e di singoli militanti. Così, sul proscenio e dietro le quinte si susseguono attori diversi con i relativi umori e stati d’animo e, in parallelo ad aspettative, macerazioni, disincanti, defezioni, patteggiamenti, si collocano movimenti contestativi, nuovi fanatismi e radicalizzazioni. Grazie all’individuazione del soggetto “partito”, il volume offre un nuovo quadro interpretativo che ridefinisce l’intelaiatura complessiva della RSI e consente di afferrare il percorso del fascismo e dei fascisti nel 1943-45 e nella più generale storia d’Italia.

    Brossura, 14 x 22 cm. pag. 306

    Stampato nel 2017 da Bollati Boringhieri

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    Heidegger e gli ebrei – I Quaderni neri

    22.00

    Perché Martin Heidegger ascrive agli ebrei l’oblio dell’Essere? Qual è allora il rapporto tra l’Essere e l’Ebreo? In che senso viene imputata agli ebrei la colpa più grave, da cui dipende il destino dell’Occidente? E perché questa accusa viene mossa negli anni trenta, dopo le leggi di Norimberga (1935), mentre inizia la guerra planetaria che dovrebbe condurre la Germania nazionalsocialista al dominio del mondo? I “Quaderni neri” di Heidegger, che solo ora vengono pubblicati in Germania, oltre a dischiudere un’inedita prospettiva sul pensiero del filosofo, stanno suscitando un nuovo, intenso dibattito. L’antisemitismo metafisico che vi si legge solleva problematici interrogativi.

    Brossura, 11,5 x 19,5 cm. pag. 360

    Stampato nel 2014 da Bollati Boringhieri

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    I filosofi di Hitler

    14.00

    Il programma politico di quello che di lì a poco si sarebbe chiamato Partito nazionalsocialista tedesco era ben noto fin dal 1925, delineato fin nei particolari nel Mein Kampf, che ebbe da subito una straordinaria fortuna commerciale. Nel 1933, anno dell’ascesa al potere di Hitler, l’ideologia razzista e antisemita del nazionalsocialismo si imponeva già nelle università e nei centri di ricerca. Molti intellettuali non esitarono a mettersi al servizio del Terzo Reich. Filosofi, scrittori, scienziati, storici, cineasti rafforzarono ideologicamente e politicamente il regime hitleriano. Ma non tutti si comportarono allo stesso modo. Mentre figure di spicco della cultura come Theodor Adorno, Max Horkheimer, Walter Benjamin, Ernst Cassirer, Hannah Arendt, Karl Löwith, Theodor Lessing, Karl Jaspers, avversarono Hitler e spesso furono costretti all’esilio, altri eminenti filosofi, tra i quali spiccano i nomi di Martin Heidegger, Carl Schmitt, Alfred Rosenberg, Wilhelm Grau e Max Boehm, contribuirono nel dare al nazionalsocialismo una facciata di rispettabilità che in quel momento gli mancava. Fu anche grazie al loro concreto appoggio, talora fervido e incondizionato, che il regime hitleriano poté attuare il suo programma quasi per intero. Volume ipercritico con giudizio preconfezionato.

    Brossura, 14 x 22 cm. pag. 312

    Stampato nel 2021 da Bollati Boringhieri

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    Il pipistrello bomba – E altri assurdi progetti militari (per fortuna) mai realizzati

    23.00

    Si può ridere e contemporaneamente imparare? Le due cose non sono necessariamente antitetiche e questo libro di Vince Houghton ne è la prova. Ridere, si ride parecchio, anche in maniera sguaiata, perché le storie raccontate in queste pagine sono assolutamente irresistibili. Però mentre si ride si riesce anche a pensare, perché queste pagine non sono di finzione, raccontano cose incredibilmente vere, e proprio questo aumenta il loro carico esplosivo di comicità. Pensavamo che Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick fosse frutto della fantasia di un regista geniale, invece Houghton ci dimostra che la storia è del tutto plausibile, anzi, forse è persino un po’ edulcorata. Nella realtà è successo anche di peggio. “Il pipistrello bomba” parla di missioni segrete, di piani tattici, di armi innovative e di tutto ciò che le migliori menti di un paese in guerra sono riuscite a concepire nel disperato tentativo di difendere la propria nazione. La scrittura non può che essere ironica, dato il tenore quasi lisergico di certe invenzioni, ma dalla lettura di queste pagine esce anche uno spaccato di storia militare della Seconda Guerra Mondiale e delle Guerra fredda che lascia a bocca aperta.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 288

    Stampato nel 2019 da Bollati Boringhieri

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    L’eredità del Fascismo

    30.00

    Luca La Rovere

    Secondo una tradizione giornalistico-letteraria e storiografica, il 25 luglio 1943 gli italiani si sarebbero adattati con prontezza e disinvoltura al nuovo clima politico antifascista. Che fosse utilizzata per stigmatizzare l’eterno opportunismo italico o come prova della tenace avversione covata dalla società nei confronti della dittatura, quella narrazione ha avvalorato l’idea del completo fallimento dell’esperimento totalitario fascista. Indagando nelle pieghe più riposte della coscienza collettiva nazionale dell’immediato dopoguerra, l’autore porta alla luce la percezione affatto diversa che della dittatura e dei suoi lasciti ebbero i contemporanei, punto di partenza per ricostruire il rapporto intrattenuto dagli italiani con l’esperienza e la memoria del fascismo e per valutare l’impatto del progetto totalitario del regime e i suoi effetti di lungo periodo sulla società italiana. L’attenzione viene focalizzata sulla gioventù intellettuale che più di altri settori della popolazione era stata esposta all’azione di pedagogia totalitaria del fascismo, per rilevare i condizionamenti di quella formazione originaria, le linee di continuità e le fratture nel percorso di transizione al postfascismo.

    Brossura 14,5 x 22 cm. pag. 377

    Stampato nel 2008 da Bollati Boringhieri

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    L’Europa dei barbari – Le culture tribali di fronte alla cultura romano-cristiana

    42.00

    Una storia dell’Altra Europa: quella degli scandinavi e degli abitanti dei mari ghiacciati del Nord, dei germani e degli slavi delle foreste del Centro, delle genti che vivevano, a Oriente, nelle immense distese fino agli Urali. Quei popoli, chiamati genericamente e con disprezzo “barbari”, lontani dalla Grecia, da Roma e dalla Chiesa cristiana. Una nuova interpretazione delle origini dell’Europa, attraverso la ricostruzione di quel mondo ancora poco conosciuto. Quel mondo fa parte a tutti gli effetti delle radici dell’Europa odierna. L’autore mette assieme fonti e testimonianze di popoli diversi e scritte in tempi diversi (qualora le accomuni una situazione antropologica simile). Ne risulta un quadro di società tradizionali, nelle quali il singolo era trattato come un elemento del gruppo, non venivano distinti il sacro e il profano, e le istituzioni del culto pagano erano strettamente legate alle istituzioni politiche della comunità tribale. Il cristianesimo fu l’inizio della fine del mondo dei barbari, ma quel mondo non scomparve senza tracce. La sua eredità, oggi in differenti gradi in diversi paesi, rimane un importante indicatore dell’eterogeneità delle culture europee.

    Brossura, 14,5 x 22 cm. pag. 482

    Stampato nel 2008 da Bollati Boringhieri

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    La fine del mondo antico – Le cause della caduta dell’impero romano

    14.00

    “In questo libro – spiega Mazzarino – si cerca, da una parte, di delineare una storia delle idee di “decadenza” e di “morte di Roma” com’esse furono intuite e svolte dal II secolo a. C. ai nostri giorni; dall’altra, di dare un’interpretazione moderna della rovina del mondo antico, attraverso la critica e la discussione delle varie soluzioni e ipotesi. Credo che, considerato in questo suo duplice aspetto, il tema della “morte di Roma” presenti un particolare interesse: sentiamo il bisogno così di percorrere il cammino delle idee di “decadenza” e “fine” del mondo antico, come di chiederci ancora, per nostro conto, quale spiegazione di quella “fine” appaia, all’uomo di oggi, necessaria e sufficiente”.

    Brossura pag. 217

    Stampato nel 2008 da Bollati Boringhieri

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    Le Alpi nel mondo antico – Da Ötzi al Medioevo

    19.00

    Le Alpi non sono mai state una barriera. Al contrario: sono sempre state un luogo di incontro, di commerci e di fusione tra culture diverse. Lo storico tedesco Ralf-Peter Märtin – autore di bestseller in Germania e prematuramente scomparso – racconta in questo libro unico le mille storie della regione alpina nell’antichità, dall’Età del Bronzo al rimescolamento di popoli che caratterizza l’inizio del Medioevo. Tra le molte cose che narra, Le Alpi nel mondo antico ci dice come venivano coltivati i terreni fertili della valle, come le pendici vennero terrazzate a vigneto e come i popoli cominciarono a usare i pascoli per il bestiame. E ci racconta come e perché Ötzi – l’Uomo del Similaun – doveva morire e in che modo iniziò il commercio di rame, di sale e di ferro. Qui troviamo la saga delle battaglie dei cimbri e dei teutoni, l’avventura quasi incredibile degli elefanti di Annibale, il rapporto ambiguo dei romani con la montagna, e la nascita dei ricoveri, dei monasteri e delle rotte commerciali che hanno caratterizzato la penetrazione della cristianizzazione tra le valli alpine alla fine dell’antichità.

    Brossura, 14 x 22 cm. pag. 136

    Stampato nel 2018 da Bollati Boringhieri

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    Mondi antichi – Una storia epica d’Oriente e d’Occidente

    26.00

    Viviamo in un mondo globalizzato e interconnesso. Eppure, paradossalmente, sembra che preferiamo scrivere e leggere la nostra storia come se si fosse svolta in blocchi isolati e impermeabili. E se invece provassimo a raccontare una storia più ampia, che non sia quella di un monolitico «mondo antico», ma di tanti, diversi mondi antichi in stretta relazione uno con l’altro? Sono queste le premesse di metodo e stile con cui Michael Scott cerca di abbattere gli steccati disciplinari che hanno finora costretto lo studio della storia, dando finalmente al lettore una prospettiva interconnessa degli inizi del mondo che conosciamo oggi attraverso il racconto di tre momenti chiave del passato: la politica, la religione e la guerra, tutti fattori che hanno contribuito a creare il mondo antico dal Mediterraneo alla Cina. Così, la nascita della democrazia ateniese e della Repubblica di Roma è anche l’età degli insegnamenti di Confucio in Cina; mentre Annibale sfida la potenza di Roma e attraversa le Alpi, la Cina viene unificata nel suo primo impero; quando Costantino impone il cristianesimo al mondo romano, il buddhismo pervade la Cina attraverso le vaste rotte commerciali che oggi conosciamo come «Via della Seta». Mondi antichi è un importante lavoro di storia globale, un viaggio coinvolgente che sfida il nostro modo di pensare il passato e ridisegna la mappa dell’età classica per rivelare le sue connessioni nascoste, e ci mostra come la storia antica possa ancora riservarci utili insegnamenti per interpretare il nostro tempo.

    Brossura, 14 x 22 cm. pag. 445

    Stampato nel 2017 da Bollati Boringhieri

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    R.S.I. – Brigate Nere. Mussolini e la militarizzazione del Partito fascista repubblicano

    20.00

    Nella storia della Repubblica sociale italiana il partito fascista non è mai stato tematizzato come entità “autonoma”, mentre – di contro – la sua analisi è fondamentale per decifrare episodi altrimenti incomprensibili e per rischiarare un progetto totalitario del XX secolo, alcune sue anime interne, alcuni suoi risultati, una sua stessa storicità. Mettendo a fuoco il PFR e le varie e opposte concezioni nei suoi confronti del composito mondo di Salò, questo libro si concentra sulla trasformazione del partito in partito armato, cioè nel corpo delle Brigate nere: una struttura strettamente vincolata alla guerra civile e – diversamente da quanto finora tramandato – progettata e perseguita con tenacia da Benito Mussolini. Attenta all’intreccio tra macrocosmo e microcosmo di Salò e condotta su una vasta documentazione d’archivio, l’indagine si presenta come una sorta di viaggio dentro la RSI, di cui si mettono in scena, da un lato, le disposizioni e gli organigrammi centrali e, dall’altro, i percorsi di gruppi e di singoli militanti. Così, sul proscenio e dietro le quinte si susseguono attori diversi con i relativi umori e stati d’animo e, in parallelo ad aspettative, macerazioni, disincanti, defezioni, patteggiamenti, si collocano movimenti contestativi, nuovi fanatismi e radicalizzazioni. Grazie all’individuazione del soggetto “partito”, il volume offre un nuovo quadro interpretativo che ridefinisce l’intelaiatura complessiva della RSI e consente di afferrare il percorso del fascismo e dei fascisti nel 1943-45 e nella più generale storia d’Italia.

    Brossura, 15 x 22 cm. pag. 306 con alcune illustrazioni

    Stampato nel 1999 da Bollate Boringhieri

    Condizioni del libro: usato in ottime condizioni

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    R.S.I. – L’occupazione tedesca in Italia 1943-1945

    26.00

    Il libro di Klinkhammer vuole offrire una completa ricostruzione storica del periodo in cui l’Italia, o parte di essa, venne a trovarsi nella paradossale condizione dell’alleato occupato. La peculiarità di questa condizione determinò la forma che assunse il dominio tedesco in Italia. L’autore parla di “policrazia” che identifica la rivalità e concorrenza tra più centri di potere autonomi. Questo concetto viene qui applicato alla politica estera con risultati innovativi per quel che riguarda la conoscenza dei reali meccanismi decisionali, al di là della presunta onnipotenza del Fuhrer. L’analisi si rivolge anche alla specifica forma di potere che venne a crearsi in Italia e al ruolo affidato al governo di Mussolini nel quadro della politica di occupazione.

    Rilegato, 15 x 22 cm. pag. 676

    Stampato nel 1993 da Bollati Boringhieri

    Condizioni del libro: usato in buone condizioni. Piccola macchia nella quarta di copertina

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    R.S.I. – Storia fotografica della Repubblica Sociale Italiana

    35.00

    Il volume si propone di documentare aspetti finora trascurati della storia della Repubblica Sociale Italiana. L’uso critico della fotografia, trattata con lo stesso scrupolo filo logicodelle altre fonti storiche, introduce a dimensioni taciute e occultate della realtà di quella drammatica fase della storia nazionale. Il “corpus'”fotografica dell’opera, corredato da brevi introduzioni e didascalie, è organizzato in cinque parti a partire dalle condizioni di identificazione delle immagini, ovvero dal punto di vista che esprimono. Si passa dall’immagine ufficiale che volle dare di sé la Repubblica Sociale alla documentazione tedesca per finire con le tracce della Rsi che rimasero dopo la sconfitta.

    Rilegato, 21 x 22 cm. pag. 410 illustrato con circa 465 foto b/n e colori

    Stampato nel 2001 da Bollati Boringhieri

    Condizioni del libro: usato in ottime condizioni con sovracopertina. Piccolo strappo di quest’ultima nella quarta

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    R.S.I. – Una guerra civile 1943-1945. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza

    33.00

    .A oltre mezzo secolo di distanza è ormai convinzione comune che occorra un ripensamento della Resistenza, sulla quale tutti mostriamo troppo facili certezze. Si tratta, soprattutto, di riconoscere a questi fatti la loro dignità di grande evento storico, sottraendoli ai ricorrenti rischi della retorica celebrativa o alle strumentalizzazioni di parte spesso riduttive e liquidatorie. Il libro affronta temi cruciali legati al passaggio dall’Italia fascista all’Italia del dopoguerra visti sotto il profilo della “moralità” operante nei protagonisti. Nell’analisi degli eventi tra il settembre 1943 e l’aprile 1945, Claudio Pavone distingue tre aspetti: la guerra patriottica, la guerra civile e la guerra di classe – “tre guerre” che sono spesso combattute dallo stesso soggetto – introducendo così una novità interpretativa in grado di cogliere tutte le sfumature e di attraversare orizzontalmente una realtà storica di estrema complessità. Gli argomenti presi in esame – tra i quali l’eredità della guerra fascista, il dissolversi delle certezze istituzionali, le fedeltà e i tradimenti, il valore fondante della scelta, il rapporto fra le generazioni, l’utopia e la realtà, il grande nodo del la violenza – ci costringono a riflettere su alcune questioni brucianti e sempre attuali, prima fra tutte quella del rapporto tra la politica e la morale nella vicenda storica.

    Rilegato con cofanetto, 15 x 22,5 cm. pag. 825

    Stampato nel 1991 da Bollati Boringhieri

    Condizioni del libro: usato in ottime condizioni con cofanetto in cartoncino leggero

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    Soldati e prigionieri italiani nella Grande Guerra

    25.00

    Mauthausen e Theresienstadt sono nomi che riportano alla memoria i campi di internamento tedeschi del secondo conflitto mondiale. Ma quei luoghi furono anche i centri di raccolta dei 600.000 prigionieri italiani catturati nella guerra del 1915-18, che in quei campi, e in molti altri, vissero e morirono: di essi più di 100.000 non fecero ritorno alle loro case. La responsabilità di quei morti non fu dei governi nemici: essa ricade al contrario sulle autorità politiche e militari italiane. Oltre a fare luce per la prima volta su questo evento drammatico della storia d’Italia, celato dalle fonti ufficiali e ignorato dalla storiografia, “Soldati e prigionieri italiani nella Grande guerra” fornisce anche un quadro dell’esperienza di vita sia dei prigionieri sia dei soldati al fronte con l’ausilio di documenti archivistici inediti e soprattutto attraverso le lettere bloccate dalla censura, qui abbondantemente riportate.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 528

    Stampato nel 2016 da Bollati Boringhieri

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    Stasis – La guerra civile come paradigma politico Homo sacer, II, 2

    14.00

    Stasis è il nome della guerra civile nella Grecia antica. Un concetto così inquietante o impresentabile per la filosofia politica posteriore da non essere fatto oggetto sinora di una dottrina adeguata, neppure da parte dei teorici della rivoluzione. Eppure, sostiene Giorgio Agamben fornendo qui i primi elementi di una necessaria “stasiologia”, la guerra civile costituisce la fondamentale soglia di politicizzazione dell’Occidente, un dispositivo che nel corso della storia ha permesso alternativamente di depoliticizzare la cittadinanza e mobilitare l’impolitico, e che vediamo oggi precipitare nella figura del terrore su scala planetaria. Al suo paradigma concorrono insieme due poli antitetici dei quali Agamben mette allo scoperto la segreta solidarietà, quello classico secondo cui la guerra civile è coessenziale alla polis, al punto che chi non vi prende parte è privato dei diritti politici, e quello moderno rappresentato dal Leviathan di Hobbes, che ne decreta l’interdizione, ma introduce una scissione – e con questa la possibilità della guerra civile – all’interno stesso del concetto di popolo.

    Brossura, 10,5 x 19,5 cm. pag. 84

    Stampato nel 2015 da Boringhier

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    Storia della civiltà greca Vol. I I greci e il loro mito. La polis.

    35.00

    All’inizio del 1899, quando Sigmund Freud confidava le sue letture all’amico Wilhelm Fliess, il primo volume dell’opera era in libreria da qualche mese. Lo aveva dato alle stampe il filologo Jacob Oeri, nipote di Burckhardt e suo legatario, contravvenendo alle disposizioni testamentarie dello zio, che formulavano un esplicito divieto di pubblicazione. Le lezioni burckhardtiane di storia greca all’Università di Basilea, risalenti agli anni Settanta, erano entrate ormai nella leggenda; oltre agli studenti, vi furono ammessi solo pochissimi uditori. Tra gli esclusi, il giovane collega Friedrich Nietzsche, che era solito attendere Burckhardt all’uscita per farsi ricapitolare, sulla via di casa, i contenuti che non aveva potuto ascoltare poco prima. In quelle fervide conversazioni accadeva qualcosa di imparagonabile alla trasmissione di un sapere antiquario consolidato; prendeva forma un’idea di grecità che i classicisti avrebbero ritenuto del tutto spaesante, tanto era sprovvista dell’attributo di suprema armonia con cui generalmente la si qualificava. I due – il professore attempato e il filosofo che stava gettando scompiglio con “La nascita della tragedia” – condividevano anche lo stile di incursione: il “vagare” in “modo curioso e selvaggio” nell’età remota dove “l’elemento umano si rivela senza maschera e privo di umanesimo”.

    Brossura, 15 x 22 cm. pag. LXVIII + 348

    Stampato nel 2010 da Bollati Borighieri

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    Sulla guerra civile – La resistenza a due voci

    15.00

    Guerra patriottica di liberazione dall’esercito tedesco invasore; guerra civile contro la dittatura fascista; guerra di classe per l’emancipazione sociale. Nella Resistenza furono combattute tre guerre insieme. E Le tre guerre era il titolo che all’inizio Claudio Pavone aveva concepito per la sua opera uscita nel 1991 presso Bollati Boringhieri. Poi è prevalsa coraggiosamente la decisione di intitolarla Una guerra civile. Saggio sulla moralità nella Resistenza, e quella scelta si è rivelata dirompente per la storiografia contemporanea. Adottare la categoria interpretativa di guerra civile ha comportato innanzi tutto la rottura del senso comune resistenziale cresciuto sulla agiografia dei vincitori, ma ha significato anche togliere terreno all’uso strumentale che della lotta fratricida perdurava nella pubblicistica neofascista degli sconfitti, e disattivare l’alibi attendista di chi allora si era tenuto al riparo dagli eventi, cercando legittimazioni postume della propria ignavia.

    Brossura, 11,5 x 19,5 cm. pag. XXIX + 178

    Stampato nel 2015 da Bollati Boringhieri

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    Uccidere Hitler – La storia dei complotti tedeschi contro il Fuhrer

    15.00

    Danny Orbach

    Questo libro è un nuovo studio della cospirazione clandestina anti-hitleriana in Germania e dei numerosi tentativi che questa rete di resistenza organizzò nel tempo per assassinare Adolf Hitler. Hitler divenne Cancelliere tedesco nel 1933. Un anno dopo tutti i partiti politici erano stati messi fuori legge, ad eccezione del Partito Nazionalsocialista, la libertà di stampa non era che un lontano ricordo e il potere di Hitler sembrava inattaccabile. Eppure, negli anni successivi, emerse un improbabile gruppo, stranamente assortito, di cospiratori – tra i quali vi erano soldati, insegnanti, politici, diplomatici, teologi, e persino un falegname – che a più riprese tentò con ogni mezzo di mettere fine al potere del Führer. Questo libro racconta la storia drammatica di questi eventi, a volte  ingenui, talvolta al limite dell’assurdo e condannati al fallimento.

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