Dismisura – La marcia infernale del progresso

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Olivier Rey                Prezzo di listino  20.00 (sconto 40%)

La maggior parte delle crisi contemporanee (politiche, economiche, ecologiche, culturali) dipendono dal disprezzo ostentato dalla modernità (che oggi ha il volto del liberismo) per la misura e dalla esaltazione della dismisura, della hybris, dell’eccesso. Oggi misuriamo tutto, dai volumi delle transazioni in borsa al tasso di colesterolo, ma quanto più le nostre società si abbandonano a questa frenesia, tanto meno si mostrano capaci di rispettare le giuste proporzioni. Ne consegue un immaginario sempre più incupito. È questo un mondo morente. “Nessuna civiltà, nessuna epoca è stata in grado di sviluppare nell’individuo una simile mole di amarezza. Se occorresse riassumere in una sola parola lo stato mentale del nostro tempo, senza dubbio sceglierei questo: amarezza”. Tutte le culture si sono sforzate di far maturare gli uomini fissando limiti e facendo del loro riconoscimento una condizione della saggezza. Uno dei grandi sconvolgimenti moderni è di aver rotto con il rispetto del limite, promuovendo l’illimitato, la dismisura. La novità dell’epoca moderna non consiste nei desideri che si agitano nell’uomo, ma nello status che viene loro accordato: non più potenze da addomesticare e rendere feconde, ma energie cui dare un incontrollato sfogo, se non addirittura da incoraggiare e stimolare al massimo. In un mondo preda di una globalizzazione sfrenata e di una confusione babelica, il senso delle proporzioni esige una riduzione di scala.

Brossura, 15 x 21 cm. pag. 255

Stampato nel 2016 da Controcorrente

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Olivier Rey                Prezzo di listino  20.00 (sconto 40%)

La maggior parte delle crisi contemporanee (politiche, economiche, ecologiche, culturali) dipendono dal disprezzo ostentato dalla modernità (che oggi ha il volto del liberismo) per la misura e dalla esaltazione della dismisura, della hybris, dell’eccesso. Oggi misuriamo tutto, dai volumi delle transazioni in borsa al tasso di colesterolo, ma quanto più le nostre società si abbandonano a questa frenesia, tanto meno si mostrano capaci di rispettare le giuste proporzioni. Ne consegue un immaginario sempre più incupito. È questo un mondo morente. “Nessuna civiltà, nessuna epoca è stata in grado di sviluppare nell’individuo una simile mole di amarezza. Se occorresse riassumere in una sola parola lo stato mentale del nostro tempo, senza dubbio sceglierei questo: amarezza”. Tutte le culture si sono sforzate di far maturare gli uomini fissando limiti e facendo del loro riconoscimento una condizione della saggezza. Uno dei grandi sconvolgimenti moderni è di aver rotto con il rispetto del limite, promuovendo l’illimitato, la dismisura. La novità dell’epoca moderna non consiste nei desideri che si agitano nell’uomo, ma nello status che viene loro accordato: non più potenze da addomesticare e rendere feconde, ma energie cui dare un incontrollato sfogo, se non addirittura da incoraggiare e stimolare al massimo. In un mondo preda di una globalizzazione sfrenata e di una confusione babelica, il senso delle proporzioni esige una riduzione di scala.

Brossura, 15 x 21 cm. pag. 256

Stampato nel 2016 da Controcorrente

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