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Atlente Storico degli Indoeuropei
€25.00Alberto Peruffo
Questo lavoro si premette di studiare un tema antico e controverso, riguardo l’origine e lo sviluppo dei popoli di lingua indoeuropea, antenati della maggior parte delle etnie occidentali odierne. Da quì l’utilizzo delle cartine, per rappresentare con semplicità, la situazione contigente di queste popolazioni, nelle varie fasi del loro sviluppo, seguendo le indicazioni archeologiche, genetiche, etniche, culturali e linguistiche. L’intento vuole essere sia quello di focalizzare le attuali conoscenze sull’argomento, sia di divulgazione storica dell’origine e del percorso compiuto dai nostri antenati più lontani. Particolare attenzione viene riservata alla conquista dei territtori dell’Europa occidentale e centrale, studiando l’interazione con le popolazioni autoctone preesistenti, in queste aree geografiche.
Brossura, 13,5 x 21 cm. pag. 220 con alcune cartine a colori
Stampato nel 2023 da Associazione Culturale Fonte di Connla
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Battlefield 9 – La battaglia di Cortenuova del 1237 e le ultime battaglie della Lega Lombarda
€20.00Nel XIII secolo, in Italia settentrionale le città comunali, capeggiate dalla guelfa Milano, lottano per mantenere la loro indipendenza politica nella secolare lotta contro l’accentramento amministrativo dell’Impero guidato da Federico II. L’apice di questa lotta si concretizzerà nella battaglia di Cortenuova che vedrà la Lega lombarda duramente impegnata e infine sconfitta dall’Imperatore, con la Compagnia della Morte annientata nella disperata difesa del Carroccio. Cortenuova rappresenta il momento di maggior successo dell’azione politica di Federico II, mentre per i Comuni lombardi sarà la nemesi della battaglia di Legnano del secolo precedente.
Brossura, 17 x 24 cm. pag. 79 illustrazioni b/n + 16 tavole a colori
Testo in italiano, didascalie italiano/inglese
Stampato nel 2015 da Soldiershop
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I corsari del Kaiser – Le avventure delle navi corsare tedesche durante la Grande Guerra
€18.00Un tempo, per definizione, le navi corsare erano vascelli armati per la guerra di corsa i cui uomini, Capitano e marinai, a differenza dei pirati, compivano atti ostili contro altre navi o porti solo con il consenso di un governo legittimo che autorizzava l’equipaggio di una nave, tramite una vera e propria patente di corsa o lettera di corsa, ad attaccare una nazione avversaria. Di solito i corsari erano privati cittadini, il cui unico obbligo nei confronti della propria nazione era il versamento nelle casse dello Stato di una parte del bottino che riuscivano a impadronirsi. In caso di cattura, a differenza del pirata che veniva spedito sulpatibolo, il corsaro diveniva prigioniero di guerra e trattato come tale. Con il trattato di Parigi del 1856, sottoscritto dalle grandi marinerie dell’epoca, la guerra di corsa venne messa al bando, si impedivano al privato cittadino atti di guerra. Da allora i corsari sarebbero stati militari che consegnavano al proprio Stato il bottino e le navi nemiche catturate. Per i Tedeschi, all’inizio della Grande Guerra, la situazione delle loro navi, suddivise lungo i possedimenti delle loro colonie, sparse ai quattro angoli del mondo, impose loro il ricorso alla guerra corsara. Circondati da nemici, su oceani ostili, essi dovettero attaccare imbarcazioni e porti nemici, non soltanto per interrompere il traffico navale, ma ancheper approvvigionarsi del necessario per continuare la navigazione e quindi garantirsi la sopravvivenza. In particolare la necessità di approvvigionarsi di carbone influenzò molto le decisioni dei comandanti in mare.
Brossura, 16,5 x 24 cm. pag. 144 con circa 100 foto b/n
Stampato nel 2008 da Marvia
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I soldati della divisione «Testa di morto». Storia della terza divisione SS Totenkopf
€29.00La SS Totenkopfdivision fu tra le Waffen SS (SS combattenti) la più fanatica e motivata unità della Seconda Guerra Mondiale. Nate come unità di guardia dei campi di concentramento si convertirono presto in unità di combattimento distinguendosi nel corso della guerra come i vigili del fuoco di Hitler, intervenendo nei luoghi di crisi del fronte orientale, spesso con le divisioni sorelle “Leibstandarte” e “Das Reich” dove si doveva bloccare un pericoloso sfondamento delle linee. Furono gli unici tra i reparti SS ad essere indottrinati secondo la religione pagana. Il libro ripercorre l’iter di formazione e di combattimento di questa unità. Numerose foto, mappe, organigrammi e tabelle.
Brossura, 17 x 24 cm. pag. 228 con numerose foto b/n
Stampato nel 2016 da Soldiershop
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La battaglia di Campomalo e l’assedio di Milano 1036-37: Ariberto d’Intimiano, vescovo e soldato
€29.00Alberto Peruffo – Luca Stefano Cristini
Nella primavera del 1034 un forte contingente italiano di loricati, cavalieri pesantemente armati denominati così per la loro armatura detta lorica, varcava le Alpi attraverso il passo del Gran San Bernardo, dopo aver lasciato il munito castello di Bard che proteggeva il confine italico occidentale dalla Borgogna. L’armata italica si avventò, rapidamente, nel cantone di Friburgo, contro il castello di Murten, difeso dai borgognoni e posto a nord della catena alpina, nei pressi del piccolo lago di Morat, a circa 200 chilometri dal Gran San Bernardo, distanza, a quanto pare, percorsa dagli italici senza incontrare resistenza. Il castello venne assaltato e velocemente espugnato dai guerrieri milanesi che costituivano il grosso delle forze italiche. A guidare l’esercito del Regno d’Italia all’assalto al castello vi era un cavaliere, in armatura, armato di mazza ferrata, il cui aspetto glabro e dai modi pacati, era ben lontano dallo stereotipo del guerriero di quei tempi violenti. Un più attento esame avrebbe rivelato la tonsura del capo di questo condottiero che altri non era se non l’arcivescovo di Milano Ariberto. Qui però racconteremo le sue avventure guerresche più importanti: la battaglia di Campomalo del 1036, e il successivo assedio di Milano del 1037!
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La battaglia di Desio 1277 – L’ascesa dei Visconti e la sconfitta dei Torriani
€25.00Era una fredda notte del 21 gennaio 1277 quando una folta schiera d’armati, sui cui stendardi garriva la biscia viscontea, faceva inaspettatamente irruzione all’interno della cerchia murata del villaggio fortificato di Desio. A guidare gli incursori vi era l’arcivescovo di Milano Ottone Visconti, deciso a chiudere definitivamente la partita con i guelfi Torriani, signori, fino a quel momento, di Milano. Sebbene la battaglia si risolvesse in una serie di violenti scontri lungo le vie e le piazze cittadine, senza avere un preciso andamento tattico, la contesa notturna vedrà, una volta per tutte, il trionfo del partito ghibellino guidato dall’alto prelato milanese. Quest’ultima fazione era, fino alla battaglia di Desio, il partito più debole nella lotta, reduce da diverse sconfitte subite precedentemente e con un seguito limitato a un gruppo di fuoriusciti ghibellini. Lo scontro non era solo tra guelfi e ghibellini fuoriusciti ma, soprattutto, tra due famiglie: i Visconti e i Della Torre, o Torriani. In una circostanza in cui la fazione ghibellina, filo-imperiale, era guidata da un alto prelato, l’arcivescovo di Milano, contraddicendo il preconcetto secondo cui i guelfi fossero sempre legati alla curia papale mentre i ghibellini dei laici anticlericali. In realtà le lotte tra guelfi e ghibellini, di quegli anni, non prescindevano dalle complesse situazioni locali di lotte intestine tra famiglie per il potere. A ciò si deve aggiungere come la zona di Milano fosse ormai da molti anni terra di rifugio per eretici e predicatori di ogni sorta che non potevano far altro che arroventare ancor di più il clima di quel periodo, in cui, Milano, stava passando dalle libere magistrature comunali alla Signoria.
Brossura, 18 x 25,3 cm. pag. 84 con numerose illustrazioni e foto a colori
Stampato nel 2019 da Soldiershop
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Le battaglie dei cimbri e dei teutoni (113-101 a. C.). Roma e la prima invasione barabarica
€32.00Alberto Peruffo
Una volta sconfitta e rasa al suolo l’arcinemica Cartagine, Roma si stava espandendo in tutto il mar Mediterraneo, mare che sarebbe poi diventato un lago romano. Proprio in quel momento una grave e inaspettata minaccia si palesò ai confini della Repubblica. Oltre i passi alpini popoli nordici, giunti dalla lontana penisola dello Jutland in Danimarca, erano infatti intenti a una massiccia migrazione armata che andrà a sconvolgere gli equilibri etnici e politici dell’Europa centrale, a quei tempi abitata da popolazioni di stirpe celtica. Cimbri e Teutoni furono le principali popolazioni protagoniste di questa epopea che, in poco più di un decennio, devastò e terrorizzò vaste aree dell’Europa di allora.
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Le divisioni di cavalleria delle SS
€19.90Alberto Peruffo
La divisione Florian Geyer era nata come un’unità predisposta per combattere le forze partigiane ma si trovò a svolgere anche compiti di prima linea a cui non era preparata. Rispetto alle altre divisioni delle SS la Florian Geyer si trovò svantaggiata nei combattimenti regolari soprattutto per quanto riguardava la preparazione tattica degli ufficiali intermedi. Queste carenze furono sopperite, in parte, dal forte spirito di corpo degli uomini della divisione che non venne mai meno neppure alla fine, facendone così un unità d’élite. Le vicende della 22° divisione Maria Theresia rimangono strettamente legate alla terribile battaglia di Budapest. Questa unità delle SS seppe tenere testa alle preponderanti forze nemiche, questo malgrado che la formazione della divisione risalisse a soli pochi mesi prima della decisiva battaglia. Nonostante ciò i suoi soldati preferirono l’annientamento totale piuttosto che la resa, dimostrando un valore non comune.
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Le guerre dei popoli del mare – La battaglia del delta del Nilo e la fine dell’età del Bronzo
€32.00Questo saggio si ripromette d’investigare in modo divulgativo le migrazioni dei Popoli del Mare intorno al XIII-XII secolo a.C. Si discute dell’origine delle stirpi che fecero parte della coalizione che devastò il Mediterraneo alla fine dell’età del Bronzo. Questo evento storico fu di fondamentale importanza per la storia mondiale che vide la fine degli imperi che avevano dominato il Mediterraneo e il Medio Oriente fino ad allora. Fu minacciato lo stesso Egitto che, solo a stento, riuscì ad opporsi all’invasione. I movimenti di popoli di quel periodo produssero cambiamenti nella composizione etnica, culturale e tecnologica del Mediterraneo di allora, e, anche l’Egitto, a causa di queste scorrerie, dovette ridimensionare il proprio ruolo di potenza egemone.
Brossura, 21 x 30 cm. pag. 122 con circa 48 illustrazioni b/n
Stampato nel 2015 da Arbor Sapientiae
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Le ultime battaglie degli Ostrogoti
€29.00Alberto Peruffo – Luca Stefano Cristini
Morto il grande Teodorico nel 526, il Regno Ostrogoto cadde in preda a contese successorie che offrirono il pretesto all’imperatore bizantino Giustiniano di poter intervenire in Italia nel 535 allo scopo di restaurare una situazione che riportasse la penisola in ambito “romano”. Belisario fu il primo grande generale bizantino mandato a cercare di recuperare l’Italia. Questi vinse su tutti i campi fino all’avvento di Baduila detto Totila che a partire dal 541 invertì la tendenza riportando gli ostrogoti alla riscossa. Alla fine, Giustiniano, mandò in Italia un nuovo generale: Narsete. Un uomo abile e capace che riuscì a portare lo scontro in campo aperto nella grande battaglia di Tagina, l’attuale Gualdo Tadino riportando una vittoria schiacciante. A peggiorare le cose per gli ostrogoti, nella battaglia trovò la morte il grande re Totila. Il nuovo re ostrogoto, Teia non si diede per vinto e rimesso in piedi un forte esercito nel 553 cercò e trovò un nuovo scontro ai Monti Lattari presso il Vesuvio. Gli ostrogoti furono nuovamente sconfitti e anche re Teia morì in battaglia
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Le Waffen SS germaniche sul fronte italiano – Le divisioni Reichsfuhrer e Karstjager
€19.00.La campagna d’Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale, vide diverse formazioni combattenti dell’esercito tedesco, dalla Wehrmacht alla Luftwaffe, tra queste vi furono anche reparti delle Waffen–SS che affiancavano reparti della SS Polizei e dei servizi dell’intelligence germanica. Nell’estate del 1943 le Waffen-SS in Italia erano presenti solo con la Sturmbrigade “Reichsführer”, dislocata a presidio della Corsica. La “Reichsführer” sarà l’unica unità delle Waffen SS a combattere in Italia fino a quando, all’inizio del 1944, sarà affiancata dalla 29° divisione SS “Italien”, formata da soldati italiani coadiuvati da ufficiali tedeschi delle SS, a cui si aggiunse la 24° divisone SS “Karstjäger”, una unità di montagna che si troverà coinvolta in Istria, nelle montagne slovene e nell’Italia orientale nella guerriglia contro le forze partigiane.
Brossura, 18 x 25,5 cm. pag. 98 riccamente illustrato con foto b/n
Stampato nel 2020 da Soldiershop
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Storia militare degli Ostrogoti da Teodorico a Totila
€12.00I Goti di Teodorico riuscirono ad occupare l’Italia di Odoacre in modo relativamente semplice, malgrado quest’ultimo, avesse a disposizione città e fortezze munite che i goti, provenienti dalle pianure pannoniche, difficilmente avrebbero potuto espugnare se difese ad oltranza. Odoacre cercò invece d’impegnare il nemico in campo aperto ma l’omogeneità dell’esercito ostrogoto, rispetto alle cosmopolite forze mercenarie di Odoacre, fu determinante nel dare a Teodorico la vittoria nelle varie battaglie in alta Italia, imponendosi come unico signore degli italiani e dei barbari presenti in Italia.
Brossura punto metallico 21 x 29,5 cm. pag. 60 illustrato con circa 36 foto e cartine b/n + 4 pagine fuori testo con foto a colori
Stampato nel 2012 da Chillemi