A che serve il danaro?

economia

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    A che serve il danaro?

    5.00

    Lo scritto del celebre poeta ed economista Ezra Pound, pubblicato nel 1939, cioè prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, e oggi più che mai attuale. I disordini non avranno mai fine, non avremo mai una sana e stabile amministrazione della cosa pubblica, se non acquisteremo una nozione precisa e netta della natura e della funzione del denaro.

    Brossura, 12 x 16,5 cm. pag. 36

    Stampato nel 2017 da Controcorrente

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    Anarchia. L’inarrestabile ascesa della Compagnia delle Indie Orientali

    34.00

    William Dalrymple

    È ormai chiaro che lo strapotere delle grandi multinazionali, capace di condizionare la vita politica, le scelte economiche, i flussi informativi, costituisce un rischio per le odierne democrazie liberali. Ma il fenomeno è tutt’altro che nuovo. Circa quattrocento anni fa un’audace start-up londinese, dal suo piccolo ufficio nel cuore della City, si lanciò, letteralmente, alla conquista del mondo. La Compagnia Britannica delle Indie Orientali, una delle prime Società per Azioni, avviò l’attività con trentacinque dipendenti e una patente regia che le consentiva di «muovere guerra». Duecento anni più tardi, gli immensi profitti del commercio con le Indie – e un uso spregiudicato della forza e della diplomazia – l’avevano resa più ricca, potente e bellicosa della nazione in cui era nata: disponeva di uno dei più grandi e moderni eserciti permanenti al mondo, e controllava sconfinati territori, governati al di fuori di ogni legittimazione democratica e costituzionale

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    Aristocrazia operaia

    22.00

    «Il capitale accentrandosi, trasformando radicalmente e potentemente la propria azione, ha specializzato le diverse categorie dei lavoratori, ha creato fatalmente ad ognuna dei propri bisogni e delle proprie attitudini: finirà col separarle nettamente con l’offa di qualche franco di più a qualcuna delle privilegiate, a taluni componenti, delle quali, dà il modo di costruirsi anche una propria casa, creandoli così bravamente proprietari. E così ognuno per proprio conto, a seconda delle proprie forze, capitalisti ed operai, dietro al comune miraggio, nella corsa pazza della bestia umana verso l’egoismo il più mostruoso! O vecchi sognatori, morti negli stabilimenti di pena o fucilati sulle piazze, o illusi di uno sfondo radioso di fratellanza umana, chi foste voi, se non dei pazzi generosi, pensando di redimere in pochi anni l’umanità?! Questa umanità, che nel suo complesso, diventa sempre più vile ed egoista man a mano che la scienza segna tante innovazioni e strappa e discopre tanti preziosi segreti alla natura?!» A cura di Guido Andrea Pautasso.

    Brossura, 13 x 19 cm. pag. 197

    Stampato nel 2019 da Aspis

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    Autarchia nel Terzo Reich

    20.00

    Anche la Germania nazionalsocialista si mise sulla via dell’autarchia economica, sebbene questo termine fosse maggiormente d’uso — e oggi massimamente noto — per l’Italia fascista. Come quest’ultima, la Germania del Führer vi entrò non per obbedire a un principio dottrinario del suo Movimento rivoluzionario, ma per andare incontro con coraggio alle pressioni delle necessità nazionali e a quelle, non meno sentite, delle difficoltà internazionali. Nessun piano di autarchia economica compariva, infatti, nell’ideologia del Movimento nazionalsocialista prima del 1933. Il solo preannuncio dato della nuova economia nazionalsocialista fu quello della sua antitesi al liberalismo economico: pari all’opposizione del nuovo corso politico al sistema delle democrazie liberali. E anche quello, fondamentale, della sottomissione di ogni benessere individuale al bene collettivo della Nazione. Ma il problema dell’indipendenza economica della Germania si pose al governo di Hitler appena il nuovo regime, nella pienezza dei suoi compiti, si trovò di fronte al grave peso dell’eredità di un tumultuoso passato e alle incognite di un’avversa situazione internazionale. E però questa indipendenza fu intesa non come politica d’isolamento, ma come volontà di concentrare tutte le forze nazionali per dare un valore d’immediato rendimento economico a ogni risorsa interna e sostituire, dappertutto ove fosse possibile, un prodotto nazionale, somma del lavoro germanico, a un prodotto straniero.

    Brossura 15 x 21 cm., pagg. 174

    Stampato nel 2016 da Thule Italia

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    Autodifesa contro le banche

    10.00

    L’attuale crisi economica, della quale sembra non vedersi la fine, è di natura squisitamente finanziaria; non dipende, cioè, da beni materiali, prodotti e distribuiti in abbondanza come mai nella storia dell’uomo, ma dalla speculazione sul denaro, vera e propria divinità adorata e servita da seguaci disposti a tutto, inclusi i sacrifici umani: i banchieri. In questo documento Gesell arringa i giudici che lo hanno imprigionato, svelando i misteri del denaro e lo strapotere delle banche. Con una nota di Silvano Borruso.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 70

    Stampato nel 2018 da Oaks

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    Breve storia delle teorie economiche

    22.00

    Una storia delle dottrine economiche scritta da un protagonista della Rivoluzione Conservatrice, uno studioso lucido e rigoroso che non teme di sfidare i luoghi comuni e il pensiero conformista. Dall’età precapitalistica alle varie scuole liberali, l’economista viennese ci offre una puntuale descrizione della storia economica dell’Occidente da una prospettivo scientifica ma critica dell’atomismo egoista e individualista imperante. Introduzione di Francesco Ingravalle.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 330

    Stampato nel 2018 da Oaks

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    C’era una volta… l’economia. Oro e lavoro nelle favole dal «Mago di Oz» a «Mary Poppins»

    12.00

    Luca Gallesi

    Quando gli economisti raccontano favole è il momento di rivolgersi alle favole per capire l’economia. In questo saggio, denso e graffiante, sono personaggi fiabeschi ad accompagnarci in un mondo dominato dai Signori dell’Oro che – come maghi – fanno lievitare o collassare l’economia, giocando con i destini di chi invece svolge un lavoro onesto per vivere. Le favole si rivelano così fonte inesauribile di sapienza, soprattutto nei momenti di crisi; più di serissime ed impettite trattazioni, forniscono gi strumenti per capire l’eterna lotta tra Oro e Lavoro, tra chi si guadagna il pane con le proprie forze e chi specula sulla fatica altrui.

    Brossura 12,5 x 19,5 pagg. 89

    Stampato nel 2012 da Edizioni Bietti

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    Capire le multinazionali

    8.00

    La crisi finanziaria mondiale ha riacceso l’attenzione sui grandi aggregati economici multinazionali, che intrecciano un immenso potere finanziario ed un ruolo politico e sociale crescente. Abbiamo tutti toccato con mano fino a che punto gli effetti delle speculazioni internazionali riescano a scavalcare i poteri degli stati, costringendoli ad adottare politiche di austerità sociale ed economica. Conoscere esattamente cosa sono le multinazionali, come nascono e come operano è lo scopo di questo agile saggio, scritto a quattro mani da un grande storico, Franco cardini, e da un economista, Stefano taddei.

    Brossura 15 x 21 cm. pag. 70

    Stampato nel 2012 da Il Cerchio

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    Capitalismo della partecipazione – Evoluzione storica di un’idea. II Edizione

    14.50

    Approfondito, rigoroso, aggiornato, questo studio colma una lacuna su uno degli obiettivi più cari alla Destra Sociale: la partecipazione dei lavoratori agli utili e soprattutto alla programmazione strategica e alla gestione delle imprese. In questo senso la partecipazione va vista non solo e non tanto come gratificazione per una sola parte del processo produttivo, il lavoro, ma come una soluzione tesa a consolidare l’impresa, contrastando il crescente snaturamento della sua missione, nonchè la perdita della sua identità e del suo radicamento territtoriale. Nel “casinò globale” di questo inizio millennio, ecco dunque lo sviluppo di un’idea antica ma feconda, per lanciare un solido ancoraggio comunitario al nostro sistema produttivo.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 178

    Stampato nel 2001 da Settimo Sigillo

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    Che cos’è l’economia? Stato, imprese e consumatori ai tempi del capitalismo

    12.00

    Massimiliano Bartolozzi

    Qualora si cercasse di comprendere la natura dell’economia, ci si imbatterebbe in risposte complesse e incomprensibili, formulate usa paroloni spesso vuoti di significato. Questo libro prova, invece, a fornire una spiegazione facile e discorsiva che consenta a chiunque di avvicinarsi a una materia troppo spesso ritenuta di competenza esclusiva degli esperti. Preparatevi a una visita guidata nel sistema economico, alla scoperta dei suoi protagonisti (lo Stato, le imprese e i lavoratori/consumatori) e dei meccanismi che ne regolano il funzionamento. Prefazione di Carlo Cambi

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    Cimiteuro uscirne e risorgere – Signoraggio, golpe bancario, debito infinito.- Come ripartire dopo il collasso globale dell’economia

    12.90

    Una mappa completa dei diversi meccanismi – alcuni ancora non resi noti – che stanno generando la crisi sistemica, con le loro implicazioni sui piani monetari, finanziari, economici e sociopolitici. Quella che viene percepita come una crisi economico-finanziaria è invece una nuova strategia dei potenti della terra per concentrare il potere, dominare e sfruttare tutta la gente, che ha sempre meno potere di contrattazione, controllo e partecipazione.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 454

    Stampato nel 2012 da Arianna

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    Come le banche soffocano l’economia – Monopolio finanziario e impoverimento delle popolazioni

    14.00

    C.H. Douglas ritiene che alla base di ogni problema economico ci sia un contrasto tra credito reale e credito finanziario: il credito reale nasce dalla produzione e dai consumi, e si basa sulla comunità di cittadini che lavorano e vivono insieme; il credito finanziario, ossia la disponibilità di potere d’acquisto fornito dalle banche, è nato in ausilio del credito reale ma è diventato il vero protagonista della scena economica mondiale. Monopolizza la distribuzione delle ricchezze reali e non serve più a ripartire il benessere fra tutta la popolazione, bensì ad arricchire smisuratamente una piccola minoranza di sfruttatori.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 140

    Stampato nel 2014 da Mimesis

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    Cyber Spazio e Intelligence Economica – Vademecum alle priorità contemporanee dell’intelligence italiana.

    18.00

    Nonostante il termine “cyber” sia molto inflazionato ed ormai di utilizzo comune, identificare tutte le implicazioni connesse al mondo virtuale non è altrettanto agevole. Ancor meno scontato, soprattutto per i meno esperti del settore, è la relazione tra cyber spazio ed intelligence economica. Uno strano binomio costituito da parole vaghe e generali, che solo apparentemente trattano tematiche e problemi diversi. In realtà l’osmosi tra i due è tanto complesso quanto attuale. Questo libro tenta di interpretare alcuni indicatori di cambiamento, contestualizzando il cyber spazio e l’intelligence economica in un determinato quadro normativo, analizzando le peculiarità del modello italiano e fornendo alcune proposte concrete per costituire un sistema di anticorpi in grado di difendere l’integrità sociale-economica-territoriale del sistema Paese.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 126

    Stampato nel 2019 da Il Cerchio

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    Economia – Lo pseudocapitale. Moderno strumento di dominio economico-politico del mondo capitalistico

    89.00

    Fernando Ritter, autore di questo introvabile volume edito nel 1970 dall’editore “All’Insegna del Pesce d’Oro”, con un saggio introduttivo su Ezra pound economista, delinea le connotazioni, politiche, sociali ed economiche del “moderno strumento di dominio economico-politico del mondo capitalistico”. L’analisi di Ritter inizia con l’osservazione della dottrina marxista, il ruolo della moneta e la moltiplicazione delle masse monetarie, le conseguenze sociali e politiche tra il 1919 e il 1939 e tra il 1944 e il 1960. Di particolare interesse le teorie di dominio mondiale del pseudocapitale, utilizzato come strumento per sminuire l’importanza degli Stati.

    Brossura, 15,5 x 21,5 cm. pag. 158

    Stampato nel 1970 da All’Insegna del Pesce d’oro

    Condizioni del libro: usato in buone condizioni

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    Economia. ABC dell’economia

    25.00

    Al picco della Grande Crisi del ’33 Pound scrisse questo abbecedario per venire a capo dell’indifferenza verso i fatti economici che riscontrava fra gli intellettuali. La sua è una delle tante analisi, con relative ricette, della crisi degli anni Trenta. E’ un documento degli anni Trenta, ma una ricetta sorprendente per la storia dell’epoca e per la nostra, ancora attuale per l’impressionante ripetizione dei problemi e delle relative ricette.

    Cartonato con sovracopertina 13 x 20,5 cm pag. 192

    Stampato nel 1994 da Shakespeare and Company

    Condizioni del libro: nuovo

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    Economic warfare – Storia dell’arma economica

    37.00

    AA.VV.

    La scienza economica si occupa della guerra sotto una molteplicità di aspetti. Da un lato come supporto alla politica (economia della difesa, prevenzione, preparazione e condotta economica e finanziaria della guerra e delle campagne militari, mobilitazione ed economia di guerra, smobilitazione ed economia del post-conflitto, inclusa riconversione, ricostruzione, danni e riparazioni), dall’altro come studio dell’esperienza bellica sotto il profilo della storia e della scienza economica (cause economiche, impatto effetti e profitti della guerra, delle rivoluzioni tecnologiche e delle spese per la difesa) e come elaborazione di particolari teorie economiche («pace liberale», «imperialismo», «pace cartaginese», «cicli di guerra»). Il vasto complesso di questi studi,  è denominato in lingua inglese, “Economic War”.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 764 con varie tabelle, grafici e foto b/n

    Stampato nel 2017 da Società Italiana di Storia Militare

    Lingua italiana, con alcuni contributi in lingua inglese

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    Euroschiavi – Dalla Truffa alla Tragedia.Signoraggio debito pubblico banche centrali

    12.90

    Euroschiavi, la nuova edizione ampliata e aggiornata. Il libro-rivelazione sul potere monetario e sui mali della moneta, le cui tesi, talora bollate come eresia quando apparvero, vengono ormai drammaticamente confermate dai più recenti sviluppi della crisi. L’incombente disastro socio-economico nasce dalla natura della moneta che usiamo tutti i giorni: la moneta-debito che crea più debito di quanto ne possa estinguere. Il continuo crescere dell’indebitamento fa sì che cresca incessantemente la quota di reddito, privato e pubblico, che viene assorbita dalle banche per interessi passivi. Ciò ha eroso i margini di rendimento fino a costringere le imprese a cessare o fallire. Questa è la causa dell’attuale recessione. Tasse, tagli, sacrifici sono del tutto inefficaci su questo meccanismo. Una truffa nella truffa. Il sistema bancario crea la moneta a costo zero e senza copertura, e la presta a Stati e a privati contro interesse oltre all’obbligo di rimborso. Quindi si appropria, a spese della società, di questo valore, senza creare valore in cambio. Ma non contabilizza questo ricavo, detto “signoraggio”, e non vi paga sopra le tasse. Da qui il buco nero che sta divorando le economie che usano moneta-debito. Ma anche una possibilità di soluzione pratica, che i governi dovranno considerare ben oltre la Modern Money Theory.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 456

    Stampato nel 2012 da Arianna Editrice

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    Ezra Pound economista – Contro l’usura

    18.00

    Ezra Pound economista è un libro drammatico, non un libro astruso. Una guida politica alla lettura ed alla vita del grande poeta americano amico dell’Italia, che ha incluso nei Cantos l’economia monetaria come tema portante di un’epica moderna. S’è battuto contro l’usura e l’ha pagata cara. l’hanno chiuso a Pisa in una gabbia e poi per dodici anni a Washington, senza processo, in un manicomio criminale. L’establishment finanziario non gliel’ha perdonata. Lo presero per pazzo perchè indicò nelle manipolazioni monetarie, anzichè nella lotta di classe, il problema del secolo. La caduta del muro di Berlino, mentre incombe ancora sul genere umano il muro di Wall Street, gli ha dato ragione. Le ansie di fine millennio, dalla crescente dipendenza dei politici dal dominio del denaro alle tempeste valutarie, alla disoccupazione di massa, alla fame nel mondo, discendono in gran parte dall’incapacità di raccordare produzione e bisogni in un sistema mondiale dove la sovranità monetaria è stata sottratta ai poteri nazionali e democratici per consegnarla ai mercanti di debiti e denaro, creato dal nulla. La lezione di Pound si conclude in un appello a colmare il deficit di demorazia che sta espropriando i popoli ed eleva il denaro ad ethos dell’Occidente: nella secolarizzazione, principio residuale di fede e di obbedienza.

    Brossura, 14,7 x 21 cm. pag. 316

    Stampato nel 2017 da Passaggio al Bosco

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    Giuseppe Solaro – Fascismo o plutocrazia. Gli scritti economici di un fascista di sinistra

    15.00

    Il libro che raccoglie gli scritti economici più importanti ma poco conosciuti dell’ultimo Federale della Repubblica Sociale a Torino. Lavoro, Europa, economia, socialità, fabbriche, moneta ed altri temi sviscerati dall’uomo che sfidò la Fiat e Wall Street. Scritti duri, diretti contro una deriva dell’economia che già negli anni ’40 appariva chiara a chi era in grado di vedere lontano. Solaro tratteggia l’immagine di un capitalismo ormai trionfante che nel sistema liberale e democratico trova il suo terreno più fertile e che solo la rivoluzione fascista avrebbe potuto fermare. I suoi scritti riprendono anche il tema di un’unione europea concepita in ben altro modo rispetto alla struttura tecnocratica che i popoli del Vecchio continente stanno vivendo sulla propria pelle.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 276

    Stampato nel 2016 da Eclettica

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    Giustizia monetaria. L’alternativa della proprietà di popolo

    12.00

    Intento del volume è quello di presentare il pensiero di Giacinto Auriti (1923-2006) analizzandone non soltanto l’aspetto giuridico, caratterizzato da fondamentali ricadute nel contesto economico, bensì anche i presupposti filosofici, di carattere scolastico-cristiano. Prendendo in considerazione la filosofia auritiana nella sua interezza, è possibile inquadrare la proposta sulla moneta quale proprietà di popolo in un contesto ampio e generale. Una proposta che prende le mosse dalla situazione odierna per spingere il lettore alla riflessione su una possibile alternativa al sistema economico vigente, a partire dalla fondamentale domanda su come davvero nasca il valore della moneta.

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    Governance dell’acqua

    20.00

    L’acqua non può non essere considerato il bene più prezioso dell’umanità. Ancora oggi, pur conoscendone l’assoluta importanza per la vita e nonostante la consapevolezza che senza non possiamo esistere, non usiamo il dovuto e massimo rispetto. Anticamente tutti i popoli la consideravano divina e l’adoravano, noi moderni e civilizzati la sprechiamo, la sporchiamo, la inquiniamo, e non la razzionaliziamo, condividendola con tutti i popoli del pianeta, sia ricchi che poveri. In questo interessante trattato, scritto a più mani, abbiamo la possibilità di capire i tanti aspetti dell’insostituibile patrimonio universale qual’è l’acqua.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 135 con alcune illustrazioni b/n e colori

    Stampato nel 2014 da E.P.D’O.

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    Guerra all’Europa – Le manovre occulte dell’alta finanza alla conquista del mondo

    28.00

    “…è in corso nell’intero pianeta un’aggressione globale allo Stato-nazione, che i media tentano di mascherare come operazioni di pace, sotto forma di sistemi vassalli neocoloniali di caste politiche, esponenti della cultura accademica organici al sistema, intellettuali, poteri esecutivi degli Stati, tutti asserviti alla plutocrazia globale. Imperversa una guerra totale, combattuta con i più sottili artifizi, che giunge alla liquidazione delle élites culturali e politiche indipendenti, che potrebbero riuscire a respingere le suggestioni sistematiche dei media. Si giunge così all’imposizione di una monocultura tirannica. Si finanziano le economie nazionali per poterle più agevolmente mondializzare e le si obbliga all’indebitamento, come ulteriore mezzo di assoggettamento, e si usano le privatizzazioni come mezzo per far perdere il controllo sulle aziende strategiche nazionali…”

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 445

    Stampato nel 2015 da Ritter

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    Guerra economica e intelligence – Il contributo della riflessione strategica francese

    15.00

    Nell’era della globalizzazione totale è sempre più importante comprendere come le forze economiche di un Paese si organizzino per fare dell’informazione uno strumento di sviluppo economico e di difesa dei suoi interessi vitali, tanto più che la crisi in cui siamo entrati rischia di accrescere, ancora di più, la lotta per l’accesso ai mercati mondiali. Lo scontro a livello economico si è radicato con forza soprattutto dopo la conclusione della Guerra Fredda e si presenta come un conflitto in crescita, nel quale non solo gli attori coinvolti sono spesso tra loro interdipendenti, ma agiscono all’interno di una rete globale che non ha dei riferimenti geografici o giuridici precisi e unici, complicando ancora di più la lettura del quadro d’insieme. Per annientare il proprio nemico nella guerra economica qualunque mezzo è lecito. In particolare, con l’enorme diffusione dei mezzi di comunicazione, la guerra economica si è avvalsa sempre più di un suo strumento efficace: la guerra dell’informazione. Gli attori coinvolti, siano essi Stati o imprese, usano questo strumento per aumentare il proprio raggio d’azione a livello planetario, ma anche come mezzo marcatamente offensivo.

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 203

    Stampato nel 2013 da Fuoco edizioni

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    I nuovi spartani. Superamento del capitalismo, moneta non a debito, economia circolare

    Il prezzo originale era: €18.00.Il prezzo attuale è: €11.70.

    Antonino Galloni            prezzo di listino: 18.00 (sc. 35%)

    L’economia non può essere solo fondata sul valore del guadagno facile e immediato o sull’idea di una finanza/denaro fine a se stessa, artificiale, alienata e alienante. Proprio perché il valore principale di una società e di una economia è la credibilità, la fiducia, l’economia non può fondarsi sull’economia, ma sull’idea di Comunità. Come era a Sparta.

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    Il capitalismo della sorveglianza – Il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri

    25.00

    L’era che stiamo vivendo, caratterizzata da uno sviluppo senza precedenti della tecnologia, porta con sé una grave minaccia per la natura umana: un’architettura globale di sorveglianza, ubiqua e sempre all’erta, osserva e indirizza il nostro stesso comportamento per fare gli interessi di pochissimi – coloro i quali dalla compravendita dei nostri dati personali e delle predizioni sui comportamenti futuri traggono enormi ricchezze e un potere sconfinato. È il “capitalismo della sorveglianza”, lo scenario alla base del nuovo ordine economico che sfrutta l’esperienza umana sotto forma di dati come materia prima per pratiche commerciali segrete e il movimento di potere che impone il proprio dominio sulla società sfidando la democrazia e mettendo a rischio la nostra stessa libertà. Il libro di Shoshana Zuboff, frutto di anni di ricerca, mostra la pervasività e pericolosità di questo sistema, svelando come, spesso senza rendercene conto, stiamo di fatto pagando per farci dominare. Il capitalismo della sorveglianza, un’opera già classica e un libro imprescindibile per comprendere la nostra epoca, è l’incubo in cui è necessario immergersi per poter trovare la strada che ci conduca a un futuro più giusto – una strada difficile, complessa, in parte ancora sconosciuta, ma che non può che avere origine dal nostro dire “basta!”.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 622

    Stampato nel 2019 da Luiss

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    Il Club Bilderberg _ La storia segreta dei padroni del mondo

    21.00

    Dal 1954 e una sola volta all’anno, un gruppo ristretto di persone si ritrova per decidere segretamente il futuro politico ed economico dell’umanità. Nessun giornalista ha mai avuto accesso alle riunioni che fino a poco tempo fa si sono svolte presso l’Hotel Bilderberg, in una piccola cittadina olandese. Nessuna notizia è mai filtrata da quelle stanze, anche se – come dimostrano le pagine di questo libro – è durante questi incontri che vengono prese le decisioni più rilevanti per il futuro di tutti noi. Risultato di un’indagine serrata e pericolosa durata oltre 15 anni, l’inchiesta di Daniel Estulin rende noti i giochi di potere che si svolgono a nostra insaputa. Dalla privacy armata che la protegge, la classe dirigente globale detta legge su politica, economia e questioni militari. L’edizione è ampliata e aggiornata: include l’incontro del 2009.

    Brossura 15 x 21 cm. pag. 376 con oltre 100 foto b/n

    Stampato nel 2021 da Arianna Editrice

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    Il comunismo gerarchico

    20.00

    Come sottolinea, nella sua presentazione a quest’opera, Luigi Lombardi Vallauri, professore di Filosofia del Diritto dell’Università di Firenze, molti sono i rischi dell’economia liberistica sfrenata. Il comunismo gerarchico di Ugo Spirito, argomento principale di questo saggio (l’unico dedicato finora all’economista del fascismo “sociale”), volle rappresentare l’alternativa a tale sistema, eliminando il feticcio della proprietà privata e ripristinando il primato della sfera politica della “comunità”.

    Brossura 14,50 x 21,50 cm. pag. 194

    Stampato nel 2004 dalle Edizioni di Ar

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    Il corporativismo – Dall’economia liberale al corporativismo. I fondamenti dell’economia corporativa. Capitalismo e corporativismo

    45.00

    I saggi raccolti nei volumi qui ristampati sono intrinsecamente legati alla rivista “Nuovi studi di diritto, economia e politica” che fu pubblicata negli anni dal 1927 al 1935 sotto la direzione di Ugo Spirito e di Arnaldo Volpicelli. Dal 1932 in poi vennero esprimendo in gran parte le ricerche della Scuola di studi corporativi dell’Università di Pisa, scuola che ebbe anche una sua propria rivista, l'”Archivio di studi corporativi” diretta da Giuseppe Bottai. Il volume analizza anche il rapporto tra Ugo Spirito e Bottai riguardo appunto il corporativismo, discussione che venne riportata a suo tempo dal giornale “Il diritto del lavoro”, 1965, n. 4-5.

    Cartonato, 15,5 x 23 cm. pag. 695

    Stampato nel 2009 da Rubbettino

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    Il denaro di domani – Economisti eretici

    18.00

    Le teorie monetarie degli anni ’30, in gran parte fondate su lavori precedenti, sono alla base di quanto di meglio è avvenuto nei Paesi più avanzati dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tutto ciò ebbe limiti anche originari e, tuttavia non avrebbe alcun senso un percorso che non volesse rivalutare quanto di buono è stato fatto allora per andare avanti, per evitare che – invece – la presente deriva contribuisca al regresso civile ed economico che distruggerebbe le basi della nostra convivenza e l’ambiente che ci ospita.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 216

    Stampato nel 2019 da Mimesis

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    Il dopolavoro in Germania

    12.00

    Krimer

    Questa pubblicazione propagandistica del tempo di guerra, ha un grande valore documentale e storico e non manca di essere sufficientemente esaustiva circa le principali caratteristiche di quella organizzazione di massa, presentata come una delle migliori realizzazioni del Reich in favore del popolo lavoratore. Si scorrono, così, tutti gli ambiti di intervento in cui il dopolavoro germanico dispiegava a sua capillare attività: cultura, sport, assistenza, viaggi, escursionismo, ferie e, infine, la salubrità delle abitazioni e dei posti di lavoro, di cui si occupava lo speciale comparto chiamato “Bellezza del Lavoro” (Schönheit der Arbeit). Questo ramo della socializzazione del lavoro, particolarmente all’avanguardia rispetto ai tempi, si occupava delle condizioni igieniche dei posti di lavoro, della salubrità degli ambienti, della difesa dall’inquinamento acustico e atmosferico, specialmente temibile nelle grandi concentrazioni industriali. Su questo speciale argomento è molto interessante il testo di Wilhelm Lotz sulla “Bellezza del Lavoro”, risalente al 1940, e ai tempi molto diffuso, che compare in appendice al presente libro.

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    Il sistema nazionale dell’economia politica

    24.00

    Il sistema nazionale dell’economia politica è il libro più importante dell’illustre economista tedesco, che demolisce il dogma del libero commercio tra nazioni, utile solo ad arricchire quelle più forti e potenti, a scapito di quelle meno sviluppate e più povere. L’economia di un Paese deve basarsi sulla natura delle cose, sugli insegnamenti della storia e sulle esigenze di ogni nazione invece che sulla teoria astratta e virtuale del cosmopolitismo universale.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 260

    Stampato nel 2019 da Oaks

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    Il Trattato transatlantico – L’accordo commerciale USA-UE che condizionerà le nostre vite

    9.80

    Il Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership), rappresenta un pericolo senza precedenti per tutti i Paesi d’Europa e forse, proprio per questo, le trattative tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America si svolgono all’insaputa della maggioranza dell’opinione pubblica. L’obiettivo di tale trattato è quello di dare vita a un accordo commerciale intercontinentale tra l’Europa e il Nord America, che abolisca i dazi doganali e uniformi i regolamenti dei due continenti, in modo che non vi sia più alcun ostacolo alla libera circolazione delle merci: creare insomma un grande libero mercato, con tutte le conseguenze del caso…

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 188

    Stampato nel 2015 da Arianna Editrice

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    Intelligence Economica – Saggio sulle moderne tecniche di strategia d’impresa

    13.00

    Il presente volume offre uno studio di insieme riguardante i più importanti aspetti dell’intelligence economica. Le origini di questo settore risalgono alla Seconda Guerra Mondiale che oggi tocca in profondità vari aspetti dello sviluppo delle nostre società. Acquisizione di informazioni strategiche, sostegno dei contratti, capacità delle imprese di imporre norme internazionali, immagini e valori, attività di informazione e la protezione dei dati riservati. Arte della gestione delle informazioni come arte della guerra, intelligence economica è prima di tutto comprendere in generale un ambiente complesso per poi prendere la decisione giusta. Nicolas Moinet ci ricorda però che essa obbedisce solo a fonti e strumenti giuridici e si distingue così dallo spionaggio industriale. Oggi la nozione di “capitalismo cognitivo” è al centro della trasformazione della bilancia del potere economico. Una panoramica completa insomma e una guida didattica per la comprensione di una sfida fondamentale della globalizzazione.

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 205

    Stampato nel 2013 da Fuoco Edizioni

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    Intelligence economica e conflitto geoeconomico. L’interesse nazionale in un contesto di conflitti ibridi tra potenze globali. Infowarfare, guerre commerciali e finanziarie, sanzioni

    29.99

    Massimo Ortolani

    L’intelligence economica è al servizio dei policy maker. Sempre di più. Oggi i decisori operano in uno scenario internazionale connotato da una parte dall’incertezza e, dall’altra, da una serie di vincoli istituzionali e di alleanza geopolitica che possono condizionare, se non limitare, il pieno esercizio della sovranità nazionale. Guerre commerciali ed economiche, regimi sanzionatori, competizione finanziaria ed energetica tra Stati e cyberwar esercitano un impatto enorme sulla sicurezza economica e sulla indipendenza politica e istituzionale di una nazione sovrana. Diviene sempre più problematica la composizione/mitigazione dei conflitti geo-economici ibridi che sono l’espressione più immediata di questo stato di cose. Gli interventi dell’Intelligence istituzionale in ambito economico-finanziario dovrebbero potere costituire un efficace strumento di riferimento, se non di ispirazione, per azioni di politica economica dettate da una visione di lungo periodo.

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    Intelligence economica e intelligenza artificiale

    28.00

    Marco Arezzini – Federico Sergiani

    Nonostante il termine “Intelligenza Artificiale” sia molto inflazionato e ormai di utilizzo comune, comprenderne il funzionamento, identificarne i confini e valutarne le implicazioni non è altrettanto agevole. Anche il termine “Intelligence Economica” è stato progressivamente riscoperto negli ultimi anni, consentendo di incrementare l’interesse per questa materia e dissolvendo, in parte, un atteggiamento oscuro che rendeva l’argomento inaccessibile ai non addetti ai lavori. in realtà le due locuzioni hanno origini ben lontane nel tempo e la rinnovata attenzione è dovuta tanto all’innovazione tecnologica, quanto ad una maggior sensibilità verso certe tematiche di interesse generale.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 190

    Stampato nel 2021 da Il Cerchio

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    Intervento pubblico e politica economica del Fascismo

    74.00

    I saggi raccolti nel volume, dedicati alle principali linee di tendenza della politica economica italiana nel periodo fascista, rappresentano il frutto del lavoro di un gruppo di ricerca composto da docenti della Facoltà di Economia dell’Università di Napoli “Federico II”. I temi prescelti sono: i punti nodali alla base dell’intervento pubblico (D. Fausto); i tentativi degli economisti italiani di approdare ad una nuova scienza economica (A. M. Fusco); le origini e le caratteristiche degli enti e istituzioni economiche sorti durante il fascismo (L. Iaselli); la particolare valenza della politica agricola del regime (G-A. Marselli); i mutamenti della politica industriale dalla subordinazione agli interessi degli imprenditori privati alla connessione con gli interessi pubblici espressi dall’IRI (A. dell’Orefice); l’influenza dei condizionamenti interni e internazionali nelle scelte della politica commerciale (G. Tullio); l’evoluzione della politica monetaria con riferimento agli obiettivi politici a cui è spesso subordinata (M. L. Cavalcanti); i provvedimenti di legislazione sociale (I. Puglia); i diversi momenti dell’andamento della finanza pubblica (D. Fausto). Si tratta, quindi, di un esauriente quadro degli aspetti economico-sociali del regime, alla luce di un vasto e approfondito lavoro di ricerca che mira a dare un significativo contributo alla conoscenza di quel periodo.

    Cartonato con sovracopertina 16 x 23,50 cm. pag. 764

    Stampato nel 2007 da Franco Angeli

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    L’Alternativa (1973-1980)

    20.00

    Il periodo in cui Giacinto Auriti ha collaborato con L’Alternativa, l’agenzia di stampa del Centro Studi Politici e Costituzionali, è stato forse il più fecondo della sua vita. Nell’arco di sette anni, anche perché pressato da Marino Solfanelli, il giornalista amico che dirigeva L’Alternativa, scrisse quasi ottanta tra articoli e contributi vari. In essi si ritrovano, organicamente strutturati e trattati secondo prospettive pluridisciplinari, o almeno già contenenti in nuce i futuri sviluppi, tutti i punti forti del pensiero di Auriti. Il professore di Guardiagrele riafferma costantemente, in questi scritti, la concezione cristiana e classica della società, del diritto, della moneta. Egli sostiene senza tentennamenti la dottrina sociale della Chiesa, e specialmente il principio proclamato dal Papa della Rerum Novarum, S.S. Leone XIII: “Tutti proprietari e non tutti proletari”…

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 285

    Stampato nel 2016 da Solfanelli

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    L’aspetto economico della nuova Germania

    15.00

    Wladislaw Neresoff

    La ricostruzione delle forze economiche tedesche non è soltanto un fatto tedesco, ma in pari tempo è una questione d’interesse mondiale, a causa degli infiniti fili di collegamento visibili e invisibili che uniscono la Germania con il mondo, in particolar modo nel campo economico, culturale, tecnico e scientifico. Per questo motivo all’autore sembra opportuno di tentar di fissare a larghi tratti col presente lavoro le modificazioni della vita economica tedesca negli ultimi anni…

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    L’etica della produzione di moneta

    18.00

    La moneta è onnipresente nella vita moderna, ma la produzione di moneta non è ancora soggetta ad alcuna valutazione morale. Questo gap rigaurda soprattutto gli aspetti morali delle moderne istituzioni monetarie, in particolare le banche, le banche centrali e la moneta immateriale. Il presente lavoro colma la lacuna mediante un’analisi interdisciplinare che coinvolge la politica economica, la filosofia realista e la dottrina morale cattolica. Nell’ultima parte, inoltre, sono tracciate le linee evolutive della storia monetaria occidentale a paritre dal XVII secolo. Il volume si conclude con un accorato appello rivolto all’esigenza di un’urgente riforma monetaria globale.

    Brossura 13,5 x 20, 5 cm. pag. 270

    Stampato nel 2011 da Solfanelli

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    L’idea partecipativa

    7.00

    Il testo qui riproposto rappresenta un’ottima occasione per riflettere sull’attualità dell’idea partecipativa come strumento per estendere la democrazia diretta al mondo economico. In questo senso la partecipazione va interpretata come il primo passo per trasformare dal basso la società capitalistica in una realtà meno individualistica e disumanizzante.

    Brossura 13 x 19 cm. pag. 62

    Stampato nel 2003 da Settimo Sigillo

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    L’odissea del debito – Le crisi finanziarie in Grecia dal 1821 a oggi

    15.00

    La storia economica recente della Grecia è quella di una piccola nazione spinta da un grande desiderio di sviluppo e rinnovamento a vivere a un livello superiore nonostante le sue risorse fossero limitate. Dal revanscismo ottocentesco alla falsificazione dei conti per entrare nell’Euro, questo volume spiega la lunga discesa verso il default della repubblica ellenica e le manovre dell’Unione Europea per salvare lo Stato e contemporaneamente i conti degli investitori. Protagonisti di questa storia economica, paradigmatica per molte realtà attuali, sono le banche, gli istituti finanziari e gli organi di governo sovra-nazionale che in modo spesso ambiguo impongono un’austerità “tanto credibile quanto i lamenti di colui che prima ha costruito una gabbia, poi ci si è chiuso dentro” e infine grida perché non può più uscire.

    Brossura, pag. 104

    Stampato nel 2015 da in edibus

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    L’ordinamento internazionale del sistema monetario

    8.00

    L’indagine che ci siamo proposti, oltre a colmare una lacuna della dottrina di diritto internazionale, presenta la novità di una ricerca di scienza monetaria svolta da un giurista anziché da un economista. Al fine di prevenire l’accusa di superficialità o di invasione di un campo di indagine di altra disciplina, teniamo a precisare che non è possibile spiegarsi la struttura, la funzione e l’essenza stessa dello strumento monetario, senza muovere da considerazioni strettamente giuridiche. Come è noto, le definizioni finora proposte della moneta sono riconducibili tutte alle due ipotesi di “valore creditizio” e “valore convenzionale”. Poiché, sia il credito che la convenzione sono delle fattispecie giuridiche, è ovvio che sfugge al controllo scientifico dell’economista ogni possibilità di una analisi approfondita della fattispecie.

    Brossura, 13 x 20 cm. pag. 84

    Stampato nel 2013 da Solfanelli

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    La banca del popolo

    10.00

    Lo scopo della Banca del Popolo era quello di organizzare un credito mutualistico e gratuito, e di generalizzare la cambiale, rimborsabile contro merci e servizi. Insomma, di giungere alla soppressione del denaro. Sul piano della tecnica bancaria, Proudhon perveniva ad anticipazioni ragguardevoli. Le idee combinate di mutualità e di credito gratuito erano e rimangono rivoluzionarie. La banca del Popolo, a un tempo, banca di sconto e deposito, banca di emissione, di affari e credito, doveva progressivamente animare l’insieme della vita economica, permettere lo sviluppo di molteplici società operaie di produzione, di un sindacato generale dei consumatori, e stabilire un legame federativo tra queste società. Il tutto all’insegna di una visione comunitaria e antieconomicista della vita sociale e politica. Una lezione ancora attuale.

    Brossura, 13 x 19 cm. pag. 91

    Stampato nel 2004 da Settimo Sigillo

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    La banca, la moneta e l’usura. La Costituzione tradita

    12.00

    Libro che porta a conoscenza del vasto pubblico un aspetto della finanza e dell’economia noto soltanto agli specialisti e agli addetti ai lavori. Si tratta di una scomoda verità che si preferisce negare: lo stato ha da tempo rinunciato alla propria sovranità monetaria in favore di un ente privato, la Banca d’Italia. La rinuncia consiste nel rifuto di emettere moneta propria, chiedendo in prestito oneroso le necessarie risorse finanziarie attraverso l’assunzione di debiti verso l’Istituto di emissione. Questo indebitamento improprio viene pagato dai cittadini attraverso l’aumento della pressione fiscale che diventa così debitore di una moneta di cui è proprietario. Una palese violazione dei principi costituzionali in materia economica.

    Brossura, 13,5 x 21 cm. pag. 134

    Stampato nel 2010 da Controcorrente

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    La condizione del lavoratore in Germania – La politica sociale del III Reich

    15.00

    Fra le molte cose che oggi – pena l’ostracismo o peggio – non si possono e non si debbono ricordare del Nazionalsocialismo, la sua politica sociale e la schiacciante vittoria nella lotta contro la disoccupazione sono ai primi posti. Del resto come si può riconoscere – sia pur fra mille distinguo – la validità di politiche che sono in netto contrasto con quelle imperanti e “suggeriteci” dai nostri mai abbastanza glorificati “liberatori”? Nella seconda metà degli anni Trenta, l’operaio in Inghilterra e negli Stati Uniti – per non parlare dell’Unione Sovietica – versava in condizioni peggiori di quelle del suo omologo tedesco? Poco importa perché, ci spiegano, gli uni erano liberi e gli altri schiavi. Che fossero liberi di morire di fame è fuor di dubbio, ma davvero i lavoratori tedeschi erano schiavi? Il prof. Heyde, in questo lavoro, spende non poche parole per spiegare e dimostrare come questa affermazione sia una sciocchezza…

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 78

    Stampato nel 2020 da Effepi

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    La dittatura dei banchieri – L’economia usuraia l’eclissi della democrazia la ribellione populista

    15.00

    La finanza è la negazione dell’economia reale, del lavoro produttivo, della stessa democrazia; un mercato universale che abbatte tutti i confini, che con la globalizzazione rende tutti gli uomini uguali nella povertà, nella perdita della libertà e identità storica. Un pugno di oligarchi esercita un dominio irrazionale, illimitato, prevaricatore, odioso: è la dittatura dei banchieri. Di veramente antagonista al mercato universale restano solo i popoli, la loro identità, la loro religione e tradizioni e l’unica risposta antagonista alla dittatura dei banchieri è il populismo.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 240

    Stampato nel 2012 da Controcorrente

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    La Germania alla conquista dell’Italia – La finanza errante

    35.00

    All’inizio del secolo scorso, l’appartenenza ad una nazione rappresentava una delle componenti fondamentali nelle strategie della finanza, ancora bisognosa – molto più di quanto lo sia oggi – di grandi eserciti, che ne sostenessero i piani. Con il definirsi della natura transnazionale della finanza, numerose “sovrastrutture”, di cui essa si era fino allora servita, mostravano la loro inadeguatezza. Proprio allo scopo di liberarsi da quei vincoli che ne rallentavano l’espansione, essa fece sempre più ricorso al suo strumento prediletto: la “società anonima”, con cui realizzava un ampio e capillare controllo sull’economia produttiva. Parallelamente, cercava strade nuove per abbattere le frontiere e consentire ai capitali di muoversi oltre i confini di qualsiasi Stato. Quando, nel 1916, Giovanni Preziosi ne descrisse le dinamiche invasive, essa era ancora ad uno stato ibrido, che le permetteva, comunque, di introdursi con eccezionale efficacia nel tessuto economico nazionale. La Germania – a partire dalla sua unificazione – rappresentò, insieme alle altre grandi potenze europee, una delle migliori piattaforme nello sviluppo della colonizzazione finanziaria, a cui faceva da potentissimo traino quel sentimento nazionalistico che si era coagulato nell’ideologia del pangermanismo. Opponendosi al pangermanismo, dissimulato nei progetti della Banca Commerciale Italiana, Preziosi volle difendere gli interessi italiani, anteponendoli a quelli di una finanza errante, mentre già deflagrava la guerra mondiale.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 276

    Stampato nel 2013 da Ar

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    La nobile impresa – La socializzazione. Storia di un’ottima idea maledetta dalle ipocrisie degli eventi e dell’economia

    25.00

    La socializzazione, un termine con diverse valenze e significati, una parola che nasconde un’idea dannata dall’egoismo umano sia del proletariato che del capitale. Una minuziosa ricostruzione storica che parte dalla Germania pre-Hitleriana, attraversa Fiume e D’Annunzio, il fascismo della prima ora, il fascismo di regime, l’ultima ora del fascismo, la Costituzione Repubblicana, i socialisti del dopoguerra, i comunisti e le Camere del lavoro, Olivetti, per arrivare alla Legge Fornero e a Squinzi. Cosa lega tutti questi periodi, queste persone, questi movimenti in assoluta e apparente antitesi? Una parola sola “socializzazione”, strumento di evoluzione sociale, di dominio del tessuto produttivo, di minaccia, o mezzo di elevazione morale e ottimale redistribuzione delle risorse nel rispetto dell’uomo e della comunità.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 315

    Stampato nel 2016 da Il Cerchio

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