A colpi di manifesti – Grafica e comunicazione politica negli anni Settanta

manifesti

Visualizzazione di 12 risultati

  • 0 out of 5

    A colpi di manifesti – Grafica e comunicazione politica negli anni Settanta

    16.00

    Internet non c’era e tanto meno i social network. Erano gli anni Settanta. Una stagione difficile, complessa, dura e affascinante al tempo stesso, in cui la politica comunicava soprattutto attraverso lo strumento del comizio e dell’incontro pubblico. Una sorta di avvenimento nelle piazze delle città italiane, perfino nei paesini più sperduti, che richiamava all’appuntamento non solo i simpatizzanti di una precisa parte politica. La radio e la televisione di Stato – le prime emittenti private arriveranno solo alla fine degli anni Settanta. E allora come si veicolava un messaggio? Come si annunciava un comizio? Quali erano gli strumenti per raggiungere la gente? Era la carta a fare la differenza. Manifesti, volantini e giornali – numeri unici, periodici e quotidiani – riuscivano a catturare l’attenzione dei cittadini. Una tradizione antica quella dei manifesti, specie per una realtà come Trieste, che dei grandi cartellonisti quali ad esempio Marcello Dudovich poteva già vantare le campagne pubblicitarie delle catene alberghiere, delle compagnie marittime, dei grandi magazzini… Ma dietro alla grafica dei manifesti di partito – dalla Dc al Pci fino al Msi, per citare quelli più assidui nell’utilizzo dei manifesti, senza dimenticare i sindacati e anche i movimenti extraparlamentari di quegli anni – non c’erano di solito nomi affermati del mondo grafico e pubblicitario. Erano per lo più manifesti “pensati in casa” dal settore propaganda, ma proprio per questo originali e forse più genuini nel poter raccontare un percorso, attraverso i testi, le immagini e il messaggio che si voleva lanciare. A volte chiaro a volte meno, almeno per il risultato finale sui fruitori.

    Brossura, 21 x 29,7 cm. pag. 82 completamente illustrato b/n e colori

    Stampato nel 2015 da Spazio In Attuale Editore

    Quick view
  • 0 out of 5

    Collezionismo. Behind Enemy Lines. WW II Allied/Axis Propaganda

    46.00

    Edward Boehm

    Volume di carattere collezionistico della Wellfleet press, stampato nel 1989, che tratta della pubblicistica (essenzialmente manifesti e volantini) dedicati alle nazioni in guerra durante la Seconda Guerra Mondiale. In verità il libto analizza per la maggior parte la pubblicistica Alleata (anglo-americana) in minima parte quella sovietica e della Repubblica Sociale Italiana e pochissimo quella tedesca.

    Rilegato, 28,5 x 28,5 cm. pag. 202 riccamente illustrato con foto b/n e colori

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 1989 da Wellfleet

    Condizioni del libro: usato in ottime condizioni con sovracopertina

    Quick view
  • 0 out of 5

    Die Werbeplakate der Waffen-SS

    69.00

    Questo volume, documenta il lavoro di propaganda internazionale realizzato a cura degli uffici stampa e di reclutamento delle Waffen-SS, per incentivare l’arruolamento dei volontari (nei paesi occupati e alleati) in questa formazione d’elite del Terzo Reich. Centinaia di migliaia di volontari provenienti dalla Germania, da tutta Europa (occupata e non), dal Vicino Oriente e persino dall’India, si arruolarono volontari per prendere parte alla lotta contro l’Unione Sovietica e il bolscevismo. Il volume è interamente illustrato con circa 190 poster (essenzialmente a colori), manifesta di propaganda realizzati in Germania e in altri paesi europei. Inoltre nel libro sono presenti circa 130 foto b/n che raffigurano ex-appartenenti alle Waffen-SS. In fondo al volume viene presentato l’elenco dei manifesti presi in esame, con elencato il disegnatore (quando questo è conosciuto), l’anno di stampa, le dimensioni e il propietario o, la fonte che ha fornito l’immagine. Un lavoro di assoluto interesse per i collezionisti di manifesti della Seconda Guerra Mondiale.

    Rilegato, 21,5 x 30,5 cm. pag. 344 completamente illustrato a colori e b/n

    Testo in lingua tedesca

    Stampato nel 2017 da Adoria

    Quick view
  • 0 out of 5

    Esercito e propaganda nella 2ª Guerra Mondiale

    35.00

    ​​Il volume, terzo della collana che prende in esame la propaganda in ambito militare italiano, fornisce un quadro esauriente sull’attività propagandistica di carattere militare messa in atto dal regime fascista nel periodo 1940-43 per sostenere lo sforzo bellico della Nazione. Il volume è interamente illustrato con foto d’epoca b/n e circa 150 manifesti a colori. Sui volumi editi dalle FFAA e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento

    Rilegato, 22 x 28,5 cm. pag. 410 illustrato con 152 tavole a colori e 90 in b/n

    Stampato nel 1998 da Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito

    Quick view
  • 0 out of 5

    Esercito e Propaganda nella Grande Guerra

    35.00

    La nascita e lo sviluppo della propaganda della Grande Guerra in tutte le sue sfaccettature sono analizzati in questo prezioso volume ricco di immagini e documenti inediti. Un’opera unica per completezza e fonti per comprendere a pieno un elemento fondamentale del conflitto totale. Il volume ha un taglio prettamente collezionistico e si rivolge, principalmente, ai collezionisti di manifesti e grafica pubblicitaria di quel periodo storico che vide, infine, il quasi completamento dell’unità d’Italia. Sui volumi editi dalle FFAA e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento

    Rilegato, 22,5 x 30,5 cm. pag. 337 completamente illustrato a colori e b/n

    Stampato nel 2015 da Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito

    Quick view
  • 0 out of 5

    Fascismo/ Altro Collezionismo. Boccasile.La Signorina Grandi Firme e altri mondi

    49.00

    Gino Boccasile: un talento unico, irripetibile, ingiustamente rimosso, destinato a guadagnare, nelle generazioni a venire, schiere di nuovi ammiratori. L’artista pugliese (1901-1952) fu l’interprete e lo specchio di un’epoca che con lui è tramontata. Illustratore eclettico e prolifico, principe della cultura strapaesana, radicale innovatore del lessico pubblicitario, ai pubblicitari di oggi ha insegnato la sintesi, l’essenzialità e l’impatto prima ancora che di queste cose se ne prendesse coscienza: ne sanno qualcosa la Pirelli, la San Pellegrino, la Fiera di Milano, la Sperlari. Giocò col nudo quando il nudo era proibito. Inventò un’icona del Novecento come la Signorina Grandi Firme per la rivista di Cesare Zavattini, suo grande ammiratore: una donna moderna che andava da sola per le strade cittadine, emancipata, libera e consapevole, ben distante dallo stereotipo italiano d’antan di “angelo del focolare”. In altre parole, inventò una rivoluzionaria. “Una pietra filosofale dell’erotismo”, come sostiene Antonio Faeti. Una diva assoluta. Con Boccasile ritroviamo un pezzo fondamentale di storia del costume e della società italiana, guidati dalle sue stupende creazioni, realizzate durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale. Boccasile fiancheggiò il fascismo dal principio alla fine (rimangono insuperati alcuni suoi manifesti di arruolamento per le Forze Armate della R.S.I.) e l’Italia democratica, per questo, non lo ha più perdonato, condannandolo alla “damnatio memoriae”.

    Brossura 19,5 x 25 cm. pag. 280 interamente illustrato con foto b/n e a colori

    Stampato nel 2009 da Castelvecchi

    Quick view
  • 0 out of 5

    I manifesti nella grande guerra – Tecniche persuasive alle origini della comunicazione contemporanea

    29.00

    Come persuadere i cittadini ad arruolarsi? Come convincerli a combattere una guerra che per molti è lontana, in chilometri e in interesse? Le tecniche che incentivano il reclutamento e il sostegno finanziario sono state ereditate dalla persuasione contemporanea, sia politica sia commerciale, per edificare la fabbrica del consenso. I propagandisti manipolano i cittadini orientandone il pensiero e l’azione secondo la volontà del potere, e pertanto sono i precursori degli spin doctors e dei professionisti del marketing e della pubblicità. I loro manifesti attirano l’attenzione con immagini di bambini e di belle donne, coinvolgono alimentando bisogni interiori di benessere e prestigio sociale, motivano mostrando testimonial in situazioni di divertimento e di avventura, ispirano un modo di pensare al nemico e alla guerra stessa che rende “il mondo più sicuro per la democrazia”. Nel linguaggio di questa strategia ritroviamo lo storytelling, lo humour, la satira, la paura come pure la lingua dei gesti, di cui si riconosce l’importanza per la persuasività e completezza del messaggio. I propagandisti erano dei persuasori occulti che conoscevano le caratteristiche della mente umana? Non lo sappiamo con certezza, ma i loro manifesti hanno un’intima e coerente motivazione che il libro intende dimostrare.

    Brossura, 15,5 x 22,5 cm. pag. 240

    Stampato nel 2016 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Information. Propaganda. Kunst.

    59.00

    Erik Eybl

    La prima metà del Novecento, iniziata in modo così sanguinoso con la Prima Guerra Mondiale, ha segnato la fine di 500 anni di politica di potenza europea. Mai prima d’ora si erano radunate folle simili. Mai prima d’ora una guerra aveva travolto l’intera economia e la vita civile di un paese. Oltre ai giornali, il manifesto è stato l’unico “strumento di propaganda) in ogni paese a controllare questi processi. Molti poster non avevano solo lo scopo di “trasportare” informazioni, ma principalmente di essere usati come strumenti di propaganda. Ma anche se erano principalmente legati alle leggi della psicologia pubblicitaria, al contempo (spessso e volentieri) possedevano un notevole spessore artistico. Questo triplice contenuto, veicolo di informazioni, materiale di propaganda e opera d’arte allo stesso tempo, rende i manifesti della Prima Guerra Mondiale così interessanti. Particolarmente interessante è il confronto tra opere francesi e austro-ungariche. Gli artisti di entrambi i paesi hanno anche utilizzato un linguaggio diverso per i poster per temi molto simili, ma per raggiungere gli stessi obiettivi. Le loro opere potrebbero non essere psicologicamente sofisticate come i manifesti della Gran Bretagna o degli Stati Uniti, ma sono certamente tra le più preziose dal punto di vista artistico e collezionistico.

    Rilegato, 25 x 29,5 cm. pag. 206 interamente illustrato con rappresentazioni a colori

    Testo in lingua tedesca/francese

    Stampato nel 2010 da Verlag Militaria

    Quick view
  • 0 out of 5

    Les affiches de recrutement des Troupes coloniales 1900-1961

    39.00

    Bernard Behoteguy

    Questo libro si riferisce in modo molto fattuale a un periodo ormai controverso della storia recente della Francia, in questo caso quella della colonizzazione. Il repertorio dei manifesti di reclutamento più volte pubblicato altrove e qui riunito, è soprattutto una testimonianza di un’epoca in cui il manifesto era uno dei rari mezzi di comunicazione di massa in grado di suscitare, in questo caso, l’interesse dei giovani francesi. Autore del libro, appassionato di grafica e collezionista, l’obbiettivo dell’autore è mostrare in un periodo relativamente breve della storia francese recente (dal 1900 al 1961) l’evoluzione dell’argomento portato dagli espositori e la scelta grafica che lo evidenzia. Il libro è quindi sia l’opera di uno storico che l’opera di un amante dell’arte grafica.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 116 con numerose foto b/n

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2022 Lavauzelle

    Quick view
  • 0 out of 5

    Manifesti e grafica della Waffen-SS europea

    36.00

    Questa bella opera offre per la prima volta in Italia un’ampia raccolta relativa alle diverse rappresentazioni grafiche che, prodotte dagli uffici di propaganda e dai vari “Kriegsberichter” delle Waffen SS, vennero impiegate sui fronti della Seconda Guerra Mondiale. Il volume analizza e raccoglie dettagliatamente le biografie e le pregevoli realizzazioni di Ottomar Anton, Gino Boccasile, Finn Wigforss, Wolfgang Willrich, Harald Damsleth, Wilhelm Petersen, Hans Schweitzer, Hermann Otto Hoyer ed Ernst Krause. Il fine di questo volume è quello di esaminare in maniera scientifica i documenti iconografici che vennero eseguiti, prevalentemente tra il 1941 e il 1945, da qualificati illustratori di differenti nazioni, per far arruolare centinaia di migliaia di giovani europei nelle SS combattenti, documenti peraltro di squisito valore artistico.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 154 interamente illustrate con circa 85 immagini b/n e 183 immagini a colori

    Stampato nel 2011 da Novantico

    Quick view
  • 0 out of 5

    Repubblica Sociale – I manifesti

    45.00

    Il manifesto occupa da sempre un posto di rilievo nel campo della propaganda. Durante la Seconda Guerra Mondiale, non essendoci ancora la televisione, questa formidabile arma psicologica non venne trascurata dalle forze belligeranti, che ne curarono con particolare attenzione l’utilizzo e relativa diffusione. La Repubblica Sociale Italiana, nel pur breve periodo di esistenza, ci ha lasciato, tra i documenti più rappresentativi dell’ideologia che l’ispirava e dello spirito animatore, un’ampia produzione di manifesti che attualmente, oltre all’indubbio valore storico, assumono importanza notevole sotto il profilo artistico e, dunque di mercato. Diversi furono gli autori di queste opere, alcune delle quali divenute classiche, riprese tante volte da antologie, libri e riviste. Il più famoso illustratore, il maestro, riconosciuto tale per il “tratto”, numero di soggetti e forza rievocativa, rimane Gino Boccasile, altresì noto per le inconfondibili, deliziose figure femminili che in un diverso settore hanno caratterizzato un’epoca. Con la riproduzione a colori di circa trecento manifesti, il volume in questione è l’opera più completa mai pubblicata sull’argomento, arricchita dalla biografia dei due maggiori disegnatori italiani: Gino Boccasile e Dante Coscia.

    Rilegato, 21,5 x 30,5 cm. pag. 208 interamente illustrato a colori

    Stampato nel 2002 da Ritter Edizioni

    Quick view
  • 0 out of 5

    Stampa & Reclame. Giornali E Periodici Italiani Nelle Cartoline E Manifesti Pubblicitari Dalla Fine Dell’800 Agli Anni Cinquanta

    69.00

    Franco Monteverde

    Uno lo compra, fresco e croccante all’edicola. La sua vita è breve, lo spazio di un giorno. Passando di mano in mano, invecchia rapidamente. Finisce, resta a brandelli, appallottolato, abbandonato sugli spalti dello stadio, sulla panchina dei giardini o della stazione. Scandisce gli avvenimenti, lieti o tristi, lusinga o invita, sostiene o attacca. È un giornale. Si presenta come corriere o messaggero. Quando nasce si intitola al giorno o alla notte, al sole o alla luna, al mattino o alla sera, alle ore o al tempo. A volte il suo nome è uno slogan, Unità, Avanti, Libertà, Rinascita. Spesso vuole essere la voce del popolo o di una città. Se poi fa satira su genti e costumi prende il nome di Rugantino, Bertoldo, Asino, Mulo, Fieramosca, Guerrino Meschino. È sempre un giornale. Che vita ha? Un giornale non chiede gloria eterna, quando ha detto quello che doveva, è segno che un altro giorno è passato. La sua memoria ci viene oggi tramandata dalla raccolta dei periodici nelle emeroteche, dai manifesti e dalle cartoline che questo volume riporta alla ribalta.

    Brossura, 21 x 29 cm. pag. 322 completamente illustrato a colori

    Stampato nel 2021 da Luglio Editore

    Condizioni del libro: nuovo

    Quick view