A sognare la Repubblica. Bombacci con Mussolini a Salò

Nicola Bombacci

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    A sognare la Repubblica. Bombacci con Mussolini a Salò

    18.00

    Fabrizio Vincenti

    “A sognare la repubblica” di Fabrizio Vincenti si occupa in particolare, con dovizia di fonti e di particolari, del ruolo di Bombacci nella Repubblica Sociale a Salò, ne ricostruisce i nessi e la storia, le sue relazioni con Mussolini. E restituisce un personaggio controverso ma cruciale, rimasto a lungo nella penombra perché imbarazzante quasi per tutti, fascisti, antifascisti e comunisti. Bombacci fu una figura leggendaria, un personaggio che meriterebbe un film, una fiction televisiva, una narrazione popolare perché racchiude nella sua esperienza le due principali rivoluzioni del novecento che si incrociarono nel sangue dopo la prima guerra mondiale e poi negli ultimi due anni della seconda”.

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    Dalla bandiera rossa alla camicia nera

    28.00

    Dagoberto Bellucci

    L’avventura umana e politica di Nicola Bombacci si snoda nella prima metà del Novecento italiano tra le pulsioni ideologiche derivate dal magma di programmi e idealità forti rappresentate dal socialismo. Interprete appassionato della politica vissuta come missione Bombacci, dall’adesione totale al nascente partito comunista italiano, passerà alla rivoluzione mussoliniana del fascismo: dalla bandiera rossa alla camicia nera inseguendo il sogno di una società più equa e di giustizia sociale. In queste pagine ripercorriamo attraverso il pensiero, la passione e la vita di Bombacci – un rivoluzionario in lotta contro la modernità – mezzo secolo di politica italiana e internazionale. Una vita che sarà testimonianza ed esempio per chiunque intenda opporsi ai deliranti programmi liberticidi di omologazione planetaria; estrema ratio di un Nuovo Ordine Mondiale cinico e spietato che dal secondo dopoguerra mondiale ha accelerato la sua corsa.

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    Fascismo. Il mio pensiero sul bolscevismo

    75.00

    Nicola Bombacci

    Gli scritti di Nicola Bombacci, hanno quasi tutti per argomento la Russia sovietica. In particolare ciò è vero per il volume: “Il mio Pensiero sul Bolscevismo” del 1941. Il suo pensiero è incentrato sul fatto che, secondo il suo parere,  in Russia non vi fosse una qualche forma di socialismo, affermando che vi era solo una tirannide personale di Stalin, con una sua burocrazia accaparratrice, nemica del popolo e creatrice di miseria, guidata da esponenti ebraici e, brutalmente imperialista.

    Brossura, 15 x 23,5 cm. pag. 112

    Stampato nel 1941 da La Verità

    Condizioni del libro: usato in buone condizioni. Alcune mancanze in alto sulla copertina e segni del tempo. In copertina è presente timbro “Associazione Italo Germanica”.

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    Fascismo. Sangue romagnolo. I compagni del duce

    19.50

    In pochi chilometri quadrati, in Romagna, sono nati e vissuti, a cavallo tra il 1800 e il 1900, quattro personaggi che hanno cambiato la storia d’Italia cullando il sogno di cambiare la misera realtà in cui erano nati: Benito Mussolini, Nicola Bombacci, Leandro Arpinati e Torquato Nanni, amici-nemici da sempre. Abbracciarono in gioventù la causa socialista, ma poi, negli anni dell’interventismo, le loro strade si divisero, Mussolini ebbe le sue camicie nere, Bombacci fondava a Livorno il Partito Comunista d’Italia, Arpinati diventava Podestà di Bologna e Nanni restò socialista. Poi il drammatico epilogo del 1945: Bombacci morì accanto a Mussolini, a Dongo, e Nanni venne ucciso dai partigiani nel tentativo di salvare Arpinati nei pressi di Bologna. Divisi nella vita, uniti nella morte.

    Cartonato con sovracopertina, 15 x 21,5 cm. pag. 269 con circa 47 foto b/n

    Stampato nel 2011 da Minerva

    Condizioni del libro: usato in ottime condizioni

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    Mussolini-Bombacci. Compagni di una vita

    17.00

    Alberto Mazzuca – Giancarlo Mazzuca

    Se Nicola Bombacci diventò, cent’anni fa, il “Lenin d’Italia”, Benito Mussolini rispose poco dopo con la marcia su Roma che lo proclamò il “Duce d’Italia”: furono grandissimi avversari per molti anni ma restarono ugualmente compagni di una vita fino alle loro contemporanee sentenze di morte. Quando negli anni Venti, Nicolino cadde in disgrazia tra i comunisti italiani, Benito non mancò mai di sostenerlo dietro le quinte. D’altra parte, se Lenin continuò ad apprezzare il Duce il merito fu tutto di Bombacci che fece stringere subito i rapporti tra Roma e Mosca. I due non si persero mai di vista anche quando cominciarono a fronteggiarsi su sponde opposte e questo libro ne ripercorre la storia. Dopo il 25 luglio, quando Mussolini finì a Salò, Bombacci lo seguì: di nuovo insieme fino alla morte. Prefazione di Annamaria Bombacci. Postfazione di Edda Negri Mussolini.

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    Nicola Bombacci – Un comunista a Salò

    19.00

    «Con la barba di Bombacci-ci farem gli spazzolini-per lucidare le scarpe-di Benito Mussolini», avevano cantato nel 1921-’22 gli squadristi fascisti. A distanza di poco più di un ventennio, il 25 aprile 1945, l’ex deputato socialista e comunista Nicola Bombacci si sarebbe trovato, non certo casualmente, da solo al fianco del “vecchio compagno romagnolo” Mussolini, per essere poi fucilato, a Dongo, insieme ad alcuni ex gerarchi fascisti. La biografia di un personaggio molto più lineare e meno contraddittorio di quanto possa a prima vista apparire, sul quale, dopo il 28 aprile 1945, è scesa una strana coltre di silenzio, quasi si trattasse di un morto “scomodo” per tutti: per i vecchi compagni socialisti e comunisti, che lo avrebbero bollato come “supertraditore”, così come per gli “eredi spirituali” di coloro al cui fianco era caduto, gridando: “Viva il socialismo!”.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 270

    Stampato da Mursia nel 2008

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    Nicola Bombacci. Passione e rivoluzione

    10.00

    Giuseppe Niccolai

    Beppe Niccolai racconta Nicola Bombacci. Due irregolari, legati dal filo comune del socialismo nazionale, dell’Italia scissa e martoriata. L’ex deputato pisano tratteggia la vera storia del fondatore del Pci, spiegandone l’importanza, raccontando il coraggio, la rettitudine, l’idealismo contrapposto al marxismo freddo e scientifico di Togliatti. Niccolai ribalta i giudizi e le narrazioni, create ad arte, su un Bombacci che gli ex compagni declinano come “ignorante”, “traditore”, “opportunista” e “semplice curiosità storica”. Invece l’esponente missino, che gira le federazioni per indicare un’altra idea d’Italia e di Partito, rivela il Bombacci romantico ma profetico, emblema del Secolo delle Passioni e di una Terza Via sempre attuale.

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    Opere complete (1941-1944)

    20.00

    Gli scritti di Nicola Bombacci che quì si presentano in versione integrale, pubblicati per la prima volta dopo la fine del secondo conflitto mondiale, hanno quasi tutti per argomento la Russia sovietica: “Il mio Pensiero sul Bolscevismo” del 1941, “Questo è il Bolscevismo” del 1942 (ristampato nel 1944), “I Contadini della Russia di Stalin” del 1942, “Dove va la Russia. Dal Comunismo al Panslavismo” del 1944. Tutti questi testi, sono per lo più incentrati sulla negazione che in Russia vi fosse una qualche forma di socialismo, affermando che vi era solo una tirannide personale di Stalin, con una sua burocrazia accaparratrice, nemica del popolo e creatrice di miseria, guidata da esponenti ebraici e, brutalmente imperialista. Completa questa antologia di scritti, “I Contadini nell’Italia di Mussolini”, pubblicato nel 1943, un testo elogiativo della politica rurale mussoliniana, in cui Bombacci riconosce come raggiunta l’antica meta socialista di dare la terra ai contadini.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 196

    Stampato nel 2020 da Le Vele Nere

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